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La via di formazione proposta dal Centro si basa sulla PEDAGOGIA CRISTIANA, fondata su CRITERI ben precisi, dotati di STRUMENTI adeguati.

 


 

Pedagogia

Il "Centro" come struttura educativa, si occupa della formazione dei giovani mirando al modello del Cristo nella Sua piena umanità secondo il disegno del "Padre".

La concezione fondante la base teorica di una tale pedagogia cristiana è quella di un uomo che sappia prima di tutto vivere, comprendere il valore della vita e inserirsi in essa da protagonista, recuperando il senso fondamentale della umanità, così come è stata creata dal Padre, una umanità che sia quindi "Libera", "Intelligente", capace di fare uso della propria "Volontà". L'obiettivo finale della formazione offerta è l'essere un uomo che, a partire dalla riscoperta dei valori fondamentali, quali la giustizia, la libertà, l'amore, la verità, la vita, di quei valori che sono insiti nella natura stessa dell'uomo così come è stata pensata da Dio, sappia aprirsi ad una dimensione di Fede, di Speranza, di Carità, sappia essere nella propria vita un uomo che crede, che ama, che spera, realizzando una diretta testimonianza per gli altri di fede, di speranza, di amore, il tutto sempre alla luce del modello del Cristo, vero Uomo e vero Dio.

Se dunque l'obiettivo finale che ci si propone è quello di aiutare ogni giovane nella sua crescita perché divenga un uomo che sappia credere, sperare ed amare, l'obiettivo intermedio è quello della riscoperta dei valori essenziali della natura umana e della vita, perché soltanto chi abbia riscoperto la propria dignità in quanto uomo ed il valore fondamentale della vita, può accogliere nel proprio essere la proposta di Gesù Cristo.

A monte di questo, il primo obiettivo che ci si prefigge nei confronti dei giovani è l'accoglienza, l'accogliere con amore e giustizia qualunque giovane si affacci alla porta, credente o no che sia, sano o malato, il che significa che il primo scopo è quello che ogni giovane si senta accolto ed amato così com'è, per se stesso, come lo ama Cristo, perché soltanto su questa base d'amore sarà possibile poi far crescere un uomo che crede, che ama e che spera.

Riassumendo:

1. Obiettivo iniziale: ACCOGLIENZA

2. Obiettivo Intermedio: RISCOPERTA DEI VALORI FONDAMENTALI DELLA NATURA UMANA

3. Obiettivo finale: ESSERE UN UOMO CHE CREDE, CHE SPERA, CHE AMA

 

Criteri

l soggetto principale e destinatario della formazione è il giovane accolto durante l'età dell'adolescenza e accompagnato poi nella sua crescita fino alla giovinezza e all'età adulta.

Ogni giovane è pienamente rispettato come "persona" in tutte le diverse espressioni della sua personalità, nella totalità del suo essere, in ogni manifestazione comportamentale tipica della sua età. Uno dei criteri fondamentali della pedagogia del "Centro" è quello della LIBERTA', che si esprime nella "non - direttività" tipica del metodo educativo: non esistono imperativi né comandi, ma soltanto consigli e indicazioni; si cerca di stimolare il giovane in modo da renderlo protagonista della propria vita e della propria storia; si indica la strada, si porge una mano e il sostegno in caso di aiuto, si offrono dei mezzi, degli strumenti per poter crescere bene, ma nella piena libertà ogni giovane può sceglierli o rifiutarli; sempre in base a tale criterio, si rispetta pienamente il tempo di crescita e di maturazione diverso per ognuno, per cui non ci sono costrizioni ma soltanto tanta pazienza con la quale si aspetta che ciascuno arrivi a capire al momento giusto le cose giuste. La libertà è quel criterio che permette al giovane di decidere di imboccare una via senza sentirsi imbrigliato in essa, di sentirsi accettato pienamente nella propria persona così com'è, con tutti i propri pregi e difetti e anche con i propri tempi di crescita e maturazione diversi da quelli di un altro; proprio per questo motivo, i tre obiettivi suddetti non sono decisi e prefissati in un tempo stabilito, ma nella libertà ogni giovane ha il proprio momento per essere accolto, il proprio tempo per arrivare a riscoprire i valori fondamentali, il proprio momento per incontrare Cristo e accoglierne la proposta.

Un altro criterio fondamentale è quello della INDIVIDUALITA', che si esprime nel massimo rispetto per ogni singolo giovane accolto nella sua persona unica e diversa dalle altre, perciò di inestimabile valore. Il metodo educativo fondato su tale criterio si preoccupa di realizzare "abiti su misura" per ogni singolo giovane, biasimando la massificazione e cercando di adattare ogni discorso alle caratteristiche particolari e personali di ogni singolo individuo.

I due suddetti criteri, LIBERTA' e INDIVIDUALITA', che orientano la pedagogia del "Centro", consentono la massima valorizzazione della persona nella totalità della sua umanità e assumono quindi un'importanza essenziale.

Strumenti

Il metodo educativo si serve di tre strumenti principali, diversi l'uno dall'altro ma reciprocamente complementari ed integranti:

1. L'INSERIMENTO IN UN GRUPPO

2. LA PARTECIPAZIONE COMUNITARIA ALL'ASCOLTO DELLA CATECHESI

3. IL COLLOQUIO PERSONALE CON IL FORMATORE

L'INSERIMENTO IN UN GRUPPO, insieme ad altri giovani che camminano sulla stessa strada e sperimentano la stessa esperienza, facilita la crescita dei rapporti interpersonali; nello stesso tempo ogni giovane, mediante il confronto con gli altri, il dialogo e lo scambio, matura in seno al proprio gruppo una maggiore coscienza di sé. Il gruppo è solo uno strumento, non è sopra l'individuo ma è per l'individuo; non è e non può divenire massificazione, ma è il mezzo tramite il quale il giovane può scoprire se stesso, prendere coscienza di sé come diverso dagli altri, persona unica ma chiamata a collaborare insieme agli altri, a camminare sulla stessa strada dei suoi compagni, ad arricchirsi e ad arricchire mediante uno scambio e un dialogo reciproco man mano che si cresce insieme seguendo la stessa strada. Il gruppo è uno strumento che risponde in modo ottimale all'esigenza di socializzazione propria dei ragazzi e delle ragazze tipicamente durante l'età adolescenziale; tuttavia per evitare che il gruppo prevalga sul singolo e per valutare i possibili effetti che la forza del gruppo ha sull'individuo, è di fondamentale importanza l'atteggiamento dell'animatore coordinato a quello del formatore; l'azione educativa di entrambi costituisce una garanzia per incanalare ed orientare le diverse tendenze emergenti nel gruppo, salvaguardando la persona di ogni singolo giovane.

Il secondo momento educativo è quello della PARTECIPAZIONE COMUNITARIA ALL'ASCOLTO DELLA CATECHESI, che consiste appunto nella partecipazione settimanale di tutti i gruppi ad una Celebrazione Eucaristica nell'ambito della quale viene sviluppato il discorso di catechesi; è qui che tutti i gruppi si riuniscono per fondersi in un'unica comunione essendo parti dello stesso "Centro". Nel contesto celebrativo viene spiegata una catechesi annuale, secondo un ciclo che prevede: Catechesi sui valori fondamentali; Catechesi sulla Fede; Catechesi sulla Carità; Catechesi sulla Speranza. Questo primo ciclo di catechesi dà modo di crescere con la possibilità di realizzare se stessi come uomini che credono, amano e sperano. All'uomo che crede, che ama e che spera vengono proposte le catechesi successive secondo l'ordine seguente: Catechesi sulla Famiglia; Catechesi sulla Chiesa; Catechesi sulla Società: "Il cristiano nel mondo". L'ascolto di questo ciclo di catechesi è parallelo al progressivo e crescente inserimento del giovane-uomo nel proprio ambiente e nel mondo da protagonista.

IL COLLOQUIO PERSONALE CON IL FORMATORE costituisce il terzo strumento educativo di grande importanza. Anche questo mezzo rispecchia la concezione basilare che valorizza l'uomo come persona unica, degna di rispetto in sé e per sé, nella propria individualità. Se durante il momento comunitario della celebrazione settimanale, il discorso di catechesi viene offerto in modo generalizzato perché si parla a tutti i membri dei vari gruppi riuniti insieme, durante il colloquio personale con il Formatore il discorso viene individualizzato e concretizzato nella vita e per la vita quotidiana di ogni singolo giovane. La figura educativa del Formatore rappresenta per il giovane quella guida che empaticamente e in ascolto della sua realtà più profonda, sa indirizzarlo, orientarlo, stimolarlo, aiutarlo a crescere, sempre nella piena libertà e nel rispetto totale della sua persona. Questo momento educativo è quello che permette di realizzare "l'abito su misura" per ogni giovane, perché è un momento privilegiato in cui il Formatore si preoccupa di adattare il discorso alle caratteristiche personali e particolari di ogni individuo; il Formatore è colui infatti che sa stimolare il giovane portandolo a sviluppare tutte le sue potenzialità, anche quelle più nascoste; è colui che sa infondere sicurezza e coraggio, sa dare quell'appoggio insostituibile, necessario durante le fasi più critiche della crescita. Per poter svolgere efficacemente la propria azione educativa ed essere una guida comprensiva e attenta alle problematiche dei giovani, il Formatore deve conoscere i meccanismi psicologici dell'uomo in tutte le sue fasi ed evoluzioni, in particolar modo quelli tipici dell'età adolescenziale; è inoltre necessaria una stretta interazione e collaborazione tra il Formatore e l'Animatore, perché sapendo come un giovane interagisce nel gruppo, quali sono i suoi problemi, qual è il suo atteggiamento nei confronti degli altri e di se stesso in relazione agli altri, quali sono le sue esigenze ed aspettative, il Formatore potrà agire al meglio per stimolarlo ed orientarlo nel modo giusto. Il momento del colloquio personale è anche il momento privilegiato in cui il Formatore può avere un riscontro su quanto il giovane ha appreso, su quale sia il suo livello di formazione, su quanto abbia compreso certi contenuti e quanto sia riuscito a viverli, su quali siano le sue difficoltà al riguardo, quali le sue opposizioni; è insomma anche un momento di verifica in cui può aversi il feed-back.

 

Come già detto i tre strumenti suddetti non sono uno più importante dell'altro, ma tutti reciprocamente integrantisi e di estrema importanza. Una particolare attenzione viene infine rivolta nell'età adolescenziale ai rapporti con le famiglie dei giovani, con le quali vengono effettuati periodici incontri.