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Zeus - 01/10 n.147 - "Caro Domma ti scrivo" Il CdiFG ricorda Don Mario Stampa E-mail

Grande commozione ma anche risate hanno accompagnato lo spettacolo “Caro Domma, ti scrivo” rappresentato il 13 dicembre 2009 nel teatro del Centro Madonna di Loreto – Casa della Pace, alla Madonnetta, in ricordo del suo fondatore, don Mario Torregrossa, venuto a mancare alla fine del 2008.
Protagonisti sul palco e tra i tecnici di luci, audio e video alcuni ex ragazzi del Centro (Paolo Migani, Mario Vozzi, Fabio Rosi, Giampiero Passamonti, Titti De Donato e Marco Arrivas) ormai adulti e animatori dei giovani di oggi.
Paolo Migani, autore del soggetto dello spettacolo, ha tenuto le fila della serata. Momenti di rievocazione densi di nostalgia per l' amico sacerdote, assente fisicamente ma sempre vivo nei cuori dei presenti, si sono alternati a sketch divertenti e canzoni (standard come “Over the rainbow”, interpretata da Giulia Migani ed altre scritte dallo stesso Paolo, quali “Attraverso di te”, dedicata a don Mario dopo l'attentato incendiario subito nel 1996, e “Scegliere di amare”, presente nella nuova messa cantata, composta dal cantautore Migani ed edita dalle Paoline).


Questo sentito omaggio a Domma è frutto della grande eredità di fede, speranza e carità e del grande impegno da lui profuso per i giovani durante tutta la sua vita sacerdotale, completamente affidata alla Provvidenza.
Giunto a Roma dalla Sicilia, Don Mario intraprese la costruzione del Centro di formazione giovanile (inaugurato nel 1993 e di cui Giovanni Paolo II ha benedetto la prima pietra nel dicembre 1987), avendo a disposizione soltanto un garage. Ma il “santo sacerdote”, come lo ha definito il Cardinal Vallini nel presiederne il funerale, non si diede per vinto. Come non si abbatté neppure nel 1996 dopo l'incontro con il fuoco, che lo costrinse su una sedia a rotelle. Anzi, dopo aver perdonato il suo aggressore, ha continuato ad essere l'anima della sua comunità e a provvedere ai giovani partecipanti del Centro e ai poveri, per i quali sognava un dormitorio, progetto che la sua gente ha accolto in eredità, insieme alla sua fiducia nell'essere umano e nella vita nonostante tutto.
«Avere fiducia nell’opera del Signore significa avere la speranza che tutto è nelle Sue mani, nonostante accadano fatti al di fuori della logica umana» è quanto don Mario, ancora ricoverato in ospedale dopo l'aggressione, dichiarò all'inviato di Romasette. Anche Papa Giovanni Paolo II pregò per la sua guarigione e si parlo' di similitudine tra i due nel vivere la sofferenza come accettazione quotidiana, come dono per gli altri.
In tanti ricordano anche le catechesi di don Mario. «Quest'anno verranno pubblicate in un volume dalla casa editrice Marcianum Press», ha annunciato don Fabrizio Centofanti, per ventanni il suo braccio destro. «E' stato inoltre completato l'iter burocratico per ottenere la sua sepoltura nella chiesa di san Carlo da Sezze di cui don Mario è stato parroco per ventiquattro anni.» Questa notizia renderà felici quanti gremivano l'assemblea il 30 dicembre scorso, in occasione della solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Luigi Moretti -Vicegerente della diocesi di Roma-  e animata in servizi e canti dai giovani del Centro.
Il primo anniversario del ritorno di don Mario al Padre si è quindi concluso con il concerto del coro della diocesi di Roma, fondato da mons. Marco Frisina. E' stato posticipato a data da definirsi, entro febbraio, l'intervento di Giuseppe De Rita, Segretario Generale del Censis, sul tema “Bisogni, paure, speranze e attese dei giovani d'oggi: alla radice comune della loro diversità”.

E' notizia del'ultima ora: da quanto si apprende, le autorità locali hanno dichiarato che il parco della Madonnetta sarà intitolato a don Mario Torregrossa.

Per tutte le informazioni riguardanti le attività del Centro di formazione giovanile, ci si può collegarse al sito internet www.centromadonnadiloreto.it

Margherita De Donato