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DON MARIO TORREGROSSA (Messina, 5 maggio 1944 - Roma, 30 dicembre 2008)

Il 25° di sacerdozio è una tappa importante nella vita di un prete e, se il prete è amato, lo è anche per la vita della comunità che lo ha come pastore, soprattutto se, come nel caso in questione, quasi tutti e 25 gli anni hanno visto il prete parroco della stessa comunità.

Se a questi elementi si aggiunge poi la vicenda tutta particolare che è toccata in sorte al sacerdote, si spiega bene il successo straordinario del doppio festeggiamento che è stato riservato a don Mario martedì 16 marzo 1999 con i vespri solenni ed il brindisi e domenica 21 nella grande celebrazione eucaristica nella chiesa di San Carlo da Sezze con il successivo pranzo nei locali del Centro di Formazione Giovanile "Madonna di Loreto - Casa della Pace". Proprio questi due nomi - Parrocchia e Centro - possono sintetizzare i 5 lustri di un apostolato tutto proteso al servizio della Chiesa, dei poveri e dei giovani in particolare. La Chiesa e il Centro sono infatti il frutto di un intervento straordinario della Divina Provvidenza.

Tutto è partito dall'ispirazione di costruire un centro per i giovani, ispirazione che don Mario ebbe nella Santa Casa del Santuario di Loreto e che verificò con la richiesta di un segno. La scelta dei giovani non fu sua, così come non lo fu la scelta dei poveri. Anzi, erano le due "categorie" per le quali egli non si sentiva affatto portato. Il criterio dell'obbedienza alla volontà di Dio lo spinse a imbarcarsi in questa avventura che tanti frutti avrebbe dovuto portare in seguito. Confidata l'idea del Centro all'allora Cardinal Ugo Poletti, don Mario si sentì rispondere che doveva costruire anche una Chiesa per questo quartiere che contava circa 3.000 abitanti e che dopo ebbe uno sviluppo imprenditoriale con una punta di 25-30.000. Cominciò allora la ricerca dei benefattori, sempre guidata dalla preghiera e da segni che il Signore dava per incoraggiare l'adempimento dell'opera. Nel 1987 fu così inaugurata la Chiesa e nel 1993 il Centro "Madonna di Loreto". Per quest'ultimo, l'orizzonte dei benefattori si allargò faticosamente a tutta l'Italia, da Milano a Parma, fino a Siracusa.

 

Tutto questo è riscaldato dal grande cuore di don Mario, che ha fatto sempre della carità la sua ragione di vita al di là di tutte le difficoltà e a volte di tutte le tragedie, come quella che lo ha visto drammatico protagonista il 24 novembre 1996. Del resto la sua storia vocazionale era nata con una diagnosi mortale di tumore alla tiroide ed era poi segnata da un ictus nel 1989, da un'emorragia interna causata dalla presenza di tre ulcere e dalle alterne vicende del diabete. Alla fine della messa del 25^, Mons. Fanano, ex rettore del Seminario S. Eugenio al tempo della formazione di don Mario, ha sintetizzato l'avventura di don Mario come la storia di un uomo che ha sempre vissuto nella compagnia feconda del solo amico che garantisce una crescita vera, profonda, autentica della persona umana: il dolore. Un dolore accolto e offerto per il bene degli uomini che Dio ha posto sul proprio cammino.

articolo di Don Fabrizio Centofanti