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EVENTO IN TEATRO: Scegliere di amare Stampa E-mail

Domenica 16 ottobre 2011 ( 17.30 - 19.00) il Teatro Don Mario Torregrossa del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto ospita un evento attesissimo:

"Scegliere di Amare" , il nuovo CD di Paolo Migani

E' un album alquanto singolare, perché si tratta di canti per la messa - spiega il nostro amico cantautore - Ma quando scrivo canti per la messa non riesco a non scrivere “canzoni”, canzoni che oltre a venire utilizzate nei vari momenti liturgici, risultano piacevoli all’ascolto ed è bello cantarle insieme.
Ormai non sono più un giovane, ma il mio linguaggio musicale ha uno stile rinnovato e sempre attuale, che viene fatto proprio da quei ragazzi con i quali vivo quotidianamente, animando gruppi giovanili e contribuendo fattivamente alla loro formazione umana e cristiana.
Amare è una scelta che deve essere compiuta giorno per giorno, con l’aiuto di Gesù.

Parteciperanno:
- Alessio Graziani (autore, compositore, cantante, musicista, arrangiatore, insomma tutto! In questi mesi sta collaborando con Zarrillo e Patty Pravo...)
- I Whitest di Lorena Scaccia, gruppo gospel di Civitavecchia

 

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“Scegliere di amare”, il Concerto…. raccontato da Paolo Migani

La giornata inizia con il servizio alla messa delle 11,30.
Il pranzo in terrazza con dei cari amici e poi mi inizio a preparare.
Arrivo in teatro e dopo aver aperto la porta laterale sotto al palco iniziano a montare l’impianto audio.
Verrà qualcuno? Ci sarà posto per tutti o la sala resterà semi vuota. Non lo so non ci voglio pensare, voglio concentrarmi solo sulla buona riuscita del concerto, e basta.
Arrivano i musicisti, i coristi, i tecnici. Si comincia a fare sul serio.
Un minimo di prove e di soundcheck… manca poco, meno di un’ora.
Comincia ad arrivare la gente. Vado in camerino e mi cambio. Il sipario è chiuso e dietro le tende sento il vocio dei primi arrivi e respiro l’attesa delle persone che si incontrano e si riconoscono salutandosi.
Una preghiera con i miei amici artisti.
Buio in sala.
Si apre il sipario. Parte il filmato introduttivo. È trasch, divertente, imbarazzante…
Entro sul palco e… comincia il concerto.
La musica esce bene dai monitor e io mi sento ben accolto dall’atmosfera che si sta creando.
Suono, canto, mi diverto, prego. E tutti lo fanno con me.
È un’esperienza di volersi bene di massa incredibile.
L’idea che quelle persone stiano suonando, dando luce, cantando, computerando e applaudendo per me, mi rende felice perché mi fa capire che non sono solo.
Vedere Alessio che passa indifferentemente dalle tastiere, alla voce, dal trombone alla fisarmonica, dal piano al cuore, e che lo fa con me, nel mio mentre… mi emoziona e mi regala istanti di gioia indicibile.
Grazie anche a tutti gli altri, indispensabili come sempre.
Stefano inizia gli accordi di una canzone di Masini che voglio fare per papà… io inizio a cantare… mi fermo, commosso,.. respiro forte e vado avanti. Il pezzo finisce ma non finiscono gli applausi… e gli applausi sono per te… hai visto papà che finalmente ti ho portato sul palco con me come tante volte mi hai rimproverato di non fare?
Le voci intrecciate con Giulia in tanti ricordi di note, i Whitest che proteggono le mie cadute di tono con i loro cori sapienti. Marco & Marco che proiettano immagini e mandano basi, tutto in modo perfetto, sincronizzato, come se avessimo provato per chissà quanto tempo.
Il pubblico mi restituisce continuamente il calore che cerco di trasmettere.
Verso la fine, nella canzone più intima, entra un angelo in calzamaglia che inizia a dare corpo e anima alle mie note. È un momento da fermo immagine, da ricordare per sempre nel cuore.
Il concerto finisce con i soliti titoli di coda divertenti e Valeria che sublima la sua presenza inventandosi attrice.
Si accendono le luci, la sala comincia a svuotarsi. Arriva qualche CD da autografare accompagnato da tanti complimenti, complimenti che mi fanno sentire in imbarazzo perché andrebbero condivisi con i miei compagni di questo piccolo viaggio e invece sono solo per me.
Ora smonto, porto in macchina le mie cose, saluto chi è rimasto.
Sono usciti tutti, la sala è vuota.
Controllo che le uscite di sicurezza siano armate, spengo la luce e, respirando la frescura della sera, torno a casa.
Paolo Migani