ZEUS - 09/10 n. - Otto anni tra le pulizie di casa e... Michelangelo Stampa
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Giovedì 09 Dicembre 2010 08:08

 

Polisportivdi Palocco.
Per arrivare a Roma ho dovuto fare un viaggio lunghissimo, come capita a tanti. Sono andata
prima in Sudafrica, dove ho dovuto aspettare un mese e mezzo; da lì sono andata in Svizzera e poi
in Lussemburgo in aereo, ed infine in treno fino a Roma… penso che si possa immaginare il motivo
di tanto girovagare per entrare in Italia… appena arrivata però mi sono messa in regola attraverso
la sanatoria del 2002 e grazie all’aiuto della famiglia con cui lavoro. Questa è stata eccezionale,
mi ha fatta sentire da subito accolta e trattata bene: che differenza rispetto alla famiglia presso cui
lavoravo in Uruguay, dove mi toccava mangiare in cucina da sola…!
All’inizio in Italia ero spaesata, ma grazie alla famiglia e alla scuola sono riuscita a costruirmi
una vita equilibrata. Da quando sono qui non ho avuto problemi legati alla discriminazione
anche se sento che si dicono tante cattiverie sugli immigrati e che spesso ci sono aggressioni ai
loro danni anche qui nei nostri quartieri. Io non ho paura, vengo da un paese e da una città dove
purtroppo di delinquenza ce ne è molta e non mi spavento anche se all’inizio, prima di partire,
alcuni mi dicevano che gli italiani sono cattivi… Io non ci credevo ed ho avuto ragione, non
credo in generale ai pregiudizi: nè a quelli che si sentono fuori sugli italiani, né a quelli che si
sentono qui sugli stranieri. Per farci due risate sugli stereotipi: la prima volta che sono tornata
in Perù i miei familiari si preoccupavano di farmi mangiare pesce e carne, credevano infatti che
in Italia si mangiasse unicamente pasta e pizza…! D’altro canto qui in Italia pensano che tutti i
latinoamericani siano ballerini provetti: anche a me piace ballare la salsa ed il merengue, anche se
non capita spesso, magari alle feste degli amici peruviani che abitano ad Ostia o a Roma…
Il futuro? L’ho costruito con le mie mani, da sola, pezzo per pezzo, senza sapere cosa mi riservasse,
vivendo alla giornata. Mi piacerebbe avere una casa, magari nella zona di Acilia o Dragona, dove
le abitazioni costano di meno, e stare con i miei fratelli. Toribio sta per fare il ricongiungimento
familiare con la moglie e la figlia e ne sono molto contenta. Anche se ormai parlo bene voglio
continuare ad andare a scuola d’italiano: nella mia classe, il livello più alto, non studiamo solo
la lingua, ma la letteratura, la storia dell’arte, la poesia, l’educazione civica. Io, che non ho avuto
l’opportunità di studiare molto nel mio paese, ora so chi sono Dante e Michelangelo e ne vado
fiera”.
Anche noi siamo fieri di Cruz che costruisce il suo destino, sempre con il sorriso sulle labbra.

STORIE MIGRANTI

Otto anni a Casalpalocco, tra le pulizie di casa e… Michelangelo

 

Rubrica sull’Integrazione a cura della Scuola di Italiano per stranieri “Effathà”   del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto

 

Ci troviamo a parlare con Cruz Gonzalez Gonzalez un sabato pomeriggio su una panchina del parco della Madonnetta, mentre guardiamo la partita della “Resto del Mondo”, la squadra di calcio della scuola di italiano, composta da ragazzi e ragazze di diverse nazionalità. Cruz ha quarant’anni e viene da Chiclayo, città costiera del Perù, ed è una delle persone che frequentano da più tempo i corsi di italiano presso la scuola Effathà.

“Sono otto anni che vengo a scuola, esattamente da quando sono arrivata in Italia, settembre 2002.

Da otto anni faccio la domestica presso la stessa famiglia di Casalpalocco che ora si è trasferita all’Infernetto. Io faccio la domestica da una vita, era il mio lavoro anche in Perù ed in Uruguay, dove ho vissuto qualche anno prima di venire qui. Provengo da una famiglia molto povera, la prima ad emigrare in Italia è stata mia sorella Maria, più giovane di me, che ora fa la babysitter a Casalpalocco, poi sono arrivata io e poi mio fratello Toribio, il più grande, che di mestiere fa il cuoco e che in pochi anni da aiutante è riuscito a diventare il capo-cucina al ristorante della Polisportiva di Palocco.

Per arrivare a Roma ho dovuto fare un viaggio lunghissimo, come capita a tanti. Sono andata prima in Sudafrica, dove ho dovuto aspettare un mese e mezzo; da lì sono andata in Svizzera e poi in Lussemburgo in aereo, ed infine in treno fino a Roma… penso che si possa immaginare il motivo di tanto girovagare per entrare in Italia… appena arrivata però mi sono messa in regola attraverso la sanatoria del 2002 e grazie all’aiuto della famiglia con cui lavoro. Questa è stata eccezionale, mi ha fatta sentire da subito accolta e trattata bene: che differenza rispetto alla famiglia presso cui lavoravo in Uruguay, dove mi toccava mangiare in cucina da sola…!

All’inizio in Italia ero spaesata, ma grazie alla famiglia e alla scuola sono riuscita a costruirmi una vita equilibrata. Da quando sono qui non ho avuto problemi legati alla discriminazione

anche se sento che si dicono tante cattiverie sugli immigrati e che spesso ci sono aggressioni ai loro danni anche qui nei nostri quartieri. Io non ho paura, vengo da un paese e da una città dove purtroppo di delinquenza ce ne è molta e non mi spavento anche se all’inizio, prima di partire, alcuni mi dicevano che gli italiani sono cattivi… Io non ci credevo ed ho avuto ragione, non credo in generale ai pregiudizi: nè a quelli che si sentono fuori sugli italiani, né a quelli che si sentono qui sugli stranieri. Per farci due risate sugli stereotipi: la prima volta che sono tornata in Perù i miei familiari si preoccupavano di farmi mangiare pesce e carne, credevano infatti che in Italia si mangiasse unicamente pasta e pizza…! D’altro canto qui in Italia pensano che tutti i latinoamericani siano ballerini provetti: anche a me piace ballare la salsa ed il merengue, anche se non capita spesso, magari alle feste degli amici peruviani che abitano ad Ostia o a Roma…

Il futuro? L’ho costruito con le mie mani, da sola, pezzo per pezzo, senza sapere cosa mi riservasse, vivendo alla giornata. Mi piacerebbe avere una casa, magari nella zona di Acilia o Dragona, dove le abitazioni costano di meno, e stare con i miei fratelli. Toribio sta per fare il ricongiungimento familiare con la moglie e la figlia e ne sono molto contenta. Anche se ormai parlo bene voglio continuare ad andare a scuola d’italiano: nella mia classe, il livello più alto, non studiamo solo la lingua, ma la letteratura, la storia dell’arte, la poesia, l’educazione civica. Io, che non ho avuto l’opportunità di studiare molto nel mio paese, ora so chi sono Dante e Michelangelo e ne vado             fiera”.

Anche noi siamo fieri di Cruz che costruisce il suo destino, sempre con il sorriso sulle labbra.

 

Scuola di Italiano Effathà

Lezioni martedì e giovedì 19.00 – 20.30

Tel. 3279931602