Banchetto del Re 2016 Stampa

Giovedì santo 24 marzo, a mezzogiorno in punto, oltre duecento persone bisognose si ritroveranno nei locali del Centro, per festeggiare la Pasqua, al Banchetto del Re, accolti dai giovani del Centro pronti a servirli in perfetta divisa da camerieri.
Il pranzo non è solo un’iniziativa per dare da mangiare ai più bisognosi e realizzare un'opera di misericordia in questo anno giubilare, ma è un’occasione per farlo secondo i criteri del Centro, cioè con fede, speranza e carità.
Da sei mesi sotto la guida di Don Paolo Ricciardi, ma fondato quasi 40 anni fa da don Mario Torregrossa (scomparso il 30 dicembre 2008 e definito durante le esequie "un santo sacerdote" dal Cardinal vicario Agostino Vallini), il Centro vanta in questo campo una tradizione consolidata.
Dalla prima cena offerta a cento poveri in occasione del Natale 1982, si è passati nel 1999 al pranzo di Pasqua raddoppiando il numero delle persone, per dare un segno concreto di speranza di una risurrezione possibile dalla povertà e dalle sofferenze umane.


Gli ospiti vivono un giorno speciale, che riaccende in loro la speranza di una vita migliore e la sicurezza di non essere soli ed abbandonati. L’evento infatti non si esaurisce qui, ma prosegue nel corso dell’anno con la consegna di viveri e vestiario, tutti i lunedì e martedì mattina, in cui è possibile approfondire la conoscenza di questi amici più poveri assistiti dal gruppo Caritas della nostra parrocchia San Carlo da Sezze .

La bella giornata di festa, in compagnia ed allegria, si conclude con la consegna della classica colomba e degli ovetti di cioccolata chiusi in una confezione appositamente realizzata dai ragazzi che frequentano il laboratorio artistico del Centro. Piccoli dettagli che fanno la differenza. Infatti, fin dalla prima festa natalizia offerta ai poveri come concretizzazione della catechesi sulla carità che stava proponendo allora, Don Mario aveva raccomandato ai ragazzi: “Siccome questa iniziativa deve essere una prima realizzazione di comprensione nostra dell’amore di Dio verso di noi e attraverso di noi verso i poveri, questo pranzo deve essere il miglior pranzo che voi avete organizzato in casa vostra. Niente piatti di plastica, niente posate di plastica, niente tovaglioli di carta. Essi sono invitati al banchetto del Re, perché il Signore è il Re, e al banchetto del Re ci sono cose di qualità: niente scarti, niente avanzi e soprattutto non un modo di esserci con sufficienza.” Ecco quindi che anche nel menù di quest'anno si leggono elencate tante gustose portate, dall'aperitivo al dolce, preparate con cura e servite con il sorriso, perché al Banchetto del Re gli ultimi sono i primi.

Articolo ripreso da ROMASETTE.IT