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In diocesi: Don Centofanti, la passione per la carità e i libri
Don Fabrizio, parroco di San Carlo da Sezze, ha raccolto l'eredità spirituale di don Mario Torregrossa. Anima il Centro di formazione giovanile "Madonna di Loreto-Casa della Pace"
(di Laura Badaracchi)
C'erano una volta dieci, cento, mille ragazzi o forse più che frequentavano il Centro di formazione giovanile “Madonna di Loreto-Casa della Pace”, ad Acilia. Tutti intorno a un prete romano che per loro ha dato la vita e che pensando alla loro crescita era riuscito ad aprire, nel '77, un luogo di incontro e confronto per camminare insieme nella fede in uno stile di condivisione. E i semi sparsi da don Mario Torregrossa, spentosi il 30 dicembre 2008 a 64 anni, continuano a germogliare in nuovi ed “ex” adolescenti che lo chiamavano “Domma”, oggi adulti, impegnati a far sì che quel progetto continui a dare frutti. Perché i mattoncini della struttura siano sempre resi vivi e accoglienti da formatori, animatori e volontari, a servizio dei ragazzi del territorio - dagli undici anni in su - che vogliano usufruirne.
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| Dalle parrocchie: Party 27, i giovani della XXVII Prefettura fanno Centro |
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Un pomeriggio di festa e di condivisione per i gruppi giovanili di numerose parrocchie della zona Sud della Capitale di Margherita De Donato
“Party 27” è l’occasione per conoscerli da vicino e condividere momenti di riflessione e di divertimento insieme. Nel pomeriggio di sabato 7 maggio, i ragazzi delle parrocchie di San Leonardo e di San Giorgio (Acilia), di San Tommaso e di San Corbiniano (Infernetto), di Santa Melania (Axa) e San Timoteo (Casalpalocco) allestiranno i propri stand nelle stanze del Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto Casa della Pace in via di Macchia Saponara 106.
Ospiti dei giovani del Centro, i gruppi giovanili avranno modo di presentare se stessi, le proprie attività ed i propri progetti, attraverso materiale divulgativo. Il via alle 17 e poi, alle diciotto, tutti nel salone del Centro per il momento comunitario dal titolo “Presentiamoci”, durante il quale sarà proiettato un insieme di estratti delle singole presentazioni. Seguirà un buffet all’aperto, tempo permettendo, e a conclusione un concerto nel teatro, presentato da Paolo Migani, ex ragazzo del Centro, restato come animatore e da anni annoverato nella schiera dei “cantautori di Dio” (ha composto la Messa cantata per le edizioni Paoline). La manifestazione musicale avrà un carattere diversificato, dal rock ai cori. Parteciperà anche la corale giovanile di Cese di Preturo, distante dieci chilometri da L’Aquila, con cui i ragazzi del Centro Madonna di Loreto hanno instaurato un contatto dopo il terremoto. Grazie al proprio impegno quaresimale, il Centro Madonna di Loreto e la parrocchia di San Carlo da Sezze (Madonnetta) hanno contribuito con oltre cinquemila euro alla pavimentazione di una tenso-struttura, che serva da luogo di culto in sostituzione della parrocchia di Cese attualmente inagibile.
Il Centro giovanile (fondato da don Mario Torregrossa alla fine degli anni Settanta) è da sempre promotore di iniziative umanitarie e culturali, dallo storico pranzo pasquale per duecento poveri ai convegni con ospiti illustri, fra i quali il presidente del Censis Giuseppe De Rita. Il prossimo 20 maggio, alle 18.30, presso la Biblioteca “Casa della Pace” situata al secondo piano del Centro si terrà un recital di poesie di Eugenio Montale e la presentazione del libro “Pret(e) a porter” di don Fabrizio Centofanti che, dopo esserne stato il braccio destro per vent’anni, ha raccolto l’eredità di don Mario Torregrossa nella conduzione del Centro stesso. Don Fabrizio interverrà anche al Festival Biblico 2010 che si terrà a Vicenza dal 27 al 30 maggio prossimo.
Margherita De Donato
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De Rita: "Basta con il moralismo e attenzione ai fondamentalisti"
Il presidente del Censis ha incontrato i ragazzi del Centro Madonna di Loreto di Ostia. "La società di oggi propone solo emozioni che sono rappresentazioni del sentimento. Tutte queste emozioni uccidono il senso vero delle cose: della paura, della verità, dell'amore"
Ne ha parlato anche Romasette.it (periodico on line della Diocesi di Roma, diretto da Angelo Zema, che in versione cartacea esce ogni domenica "a panino" con il quotidiano Avvenire).
Anche il TG di Canale 10 ne ha dato la notizia.
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Dodici anni fa uno squilibrato gli aveva dato fuoco
Don Torregrossa, una vita per i giovani oltre la sofferenz a
«Come stai?». Don Mario Torregrossa, per 26 anni alla guida della parrocchia di San Carlo da Sezze ad Acilia, periferia di Roma, una vita dedicata interamente ai giovani e ai poveri, lo chiedeva sempre a tutti. Anche dopo quel terribile 24 novembre del 1996, quando un uomo lo cosparse di liquido infiammabile e gli diede fuoco causandogli ustioni sul 55 per cento del corpo. «In sala di rianimazione, completamente bendato – ricorda don Fabrizio Centofanti, dal 2005 parroco della stessa comunità – era lui a chiedere 'come stai?'». Il sacerdote fu costretto da allora a vivere su una sedia a rotelle. Per dodici anni. E nonostante le sofferenze continuò ad occuparsi dei suoi poveri. Don Mario era fatto così. Coraggioso e gioioso. Sempre. E per questo, ad un anno dalla morte, il 30 dicembre 2008, la parrocchia di San Carlo da Sezze, a partire dalla festività della Madonna di Loreto e per tutto il periodo natalizio, ha organizzato una serie di incontri di preghiera, ma anche di riflessione e testimonianza, musical e spettacoli per ricordarne la figura, il pensiero e l’impegno di carità. «Don Mario ha donato totalmente la vita per i giovani e i poveri – ricorda don Fabrizio, che di don Torregrossa era il 'braccio destro' –. Diceva che i giovani hanno diritto a un posto tutto loro, mentre spesso vengono considerati con fastidio. Lui sosteneva che per loro era necessario un 'abito su misura'». Un’idea, quella del sacerdote originario di Taormina, che ben presto si concretizzò nel Centro di formazione giovanile 'Madonna di Loreto'. «Quando nel 1974 don Mario arrivò nella parrocchia di San Timoteo a Casal Palocco, dove svolse il suo primo incarico ministeriale come viceparroco – ricorda Manlio De Cristofaro, animatore del Centro –, iniziò a dedicarsi alla formazione giovanile. Ma proprio in quegli anni si rese conto che per sostenere la crescita dei ragazzi non bastava solo impartire loro le nozioni del catechismo, ma occorreva aiutarli nello sviluppo». Quindi l’idea di un Centro in cui potessero svolgere varie attività di formazione. Ma per metterlo in piedi bisognava reperire i fondi. E don Mario ci riuscì, grazie alla rete di benefattori che nel frattempo creò dal Nord fino alla sua Sicilia. E persino in America. Il Centro venne così inaugurato nel 1993. «Don Mario ha dedicato tutta la vita per questo progetto educativo – aggiunge don Fabrizio – . Cercava qualcosa di diverso dall’oratorio. Seguiva i giovani nei dettagli della vita, colloquiava con loro, interveniva sostenendoli economicamente per progetti di studio o di lavoro». E di certo non si fermava di fronte alle situazioni più difficili. «C’erano giovani con problemi di droga, erano quasi inseguiti dagli spacciatori. Lui allora – continua don Fabrizio – andava a prenderli e a portarli via. Don Mario aveva un carattere coraggioso. Ha aiutato pure persone perseguitate dagli strozzini. Amava le persone che aiutava. Nonostante i pericoli. E per questo ha rischiato più volte la vita». Centinaia i ragazzi che sono passati dal Centro giovanile 'Madonna di Loreto'. Sei i giovani che poi sono diventati sacerdoti. Uno di questi è proprio don Fabrizio. «Da ragazzo avevo anche io mille problemi. Don Mario mi portava a fare una passeggiata, e mi bastava per rasserenarmi. Aveva un modo di essere che ti faceva sentire conciliato con la vita. Sì, – conclude don Fabrizio – credo che a tutta la sua comunità don Mario abbia lasciato proprio questo senso di riconciliazione con se stessi e con gli altri».
(di Graziella Melina)
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