Stampa nazionale Centro di Formazione Giovaline Madonna di Loreto - Casa della Pace http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php 2021-04-19T08:12:41Z Joomla! 1.5 - Open Source Content Management omelia don Paolo Ricciardi 2015-06-14T09:24:11Z 2015-06-14T09:24:11Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=391:omelia-don-paolo-ricciardi&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">26/04/2015</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">È tradizione, nella prima Messa di un nuovo sacerdote, che sia un altro a tenere l’omelia. A me, che sono forse uno degli ultimi sacerdoti ad averti conosciuto, carissimo Giovanni, hai affidato il compito di dire qualcosa in questa occasione così solenne e allo stesso tempo così familiare. E di questo con tanto affetto ti ringrazio.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre: Con questa splendide parole del salmo 117, voglio lodare con voi il Signore, carissimi amici, in questo giorno in cui tutti siamo vicini a don Giovanni nel giorno della sua Ordinazione. Ora lui è in mezzo a noi a presiedere la sua prima Eucaristia ed “Eucaristia” significa “rendimento di grazie”. Lasciatemi allora provare a dare voce alle vostre voci, con semplicità di cuore.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"> </p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendete grazie al Signore voi genitori e con voi tutta la vostra famiglia – perché vostro figlio, nipote, fratello ora è “un altro Cristo”, impregnato di Lui, ma sempre vostro figlio e sarà sacerdote con i tratti umani che voi gli avete trasmesso. Ora è fratello universale di tutti e, “figlio”, sarà chiamato “padre” anche da chi gli può essere bisnonno.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendi grazie, comunità parrocchiale della Madonna del Rosario, in Sicilia, perché il Signore ha volto il suo sguardo su un tuo bambino, chierichetto, animatore, catechista. Ora lui è qui: è uscito dalla tua terra per far entrare gli uomini nella terra di Dio.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendete grazie, amici di Giovanni di antica o di recente data: perché un vostro amico è <strong>prete: non ha sprecato la sua vita – come crede il mondo -, non ha buttato via la sua giovinezza, ma l’ha data al Signore per il bene dell’umanità</strong>. Avete un amico <strong>scelto da Dio non perché è il più intelligente, il migliore, il più simpatico, non perché è un sociologo, un filosofo… No, tutto questo passa. Ma perché Dio lo ha voluto ministro, servo, uomo dell’ultimo posto… perché il nostro Dio è “fantasioso”, capace di far risplendere nelle mani degli uomini le sue cose più belle. E cosa c’è di più bello di trasmettere la fede, la vita, la gioia? Cosa di più bello per una vita che donarla, per amore?</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">E voi, parrocchia della B. Teresa di Calcutta, contemplate ciò che il Signore ha operato con voi e ringraziatelo con tutta la voce, insieme al vostro carissimo don Fabio. Da quel poco che sappiamo e che vediamo – noi che veniamo da fuori – <strong>siete una comunità viva, dove la chiesa ancor prima di essere di mattoni o di cemento, è fatta di persone generose, pronte a donare il Vangelo</strong>. Giovanni qui ha respirato tutto questo ed ora lo trasmette a tutti noi.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Sono molti a dire “grazie” oggi, ma molti di più ringrazieranno Dio tramite te, Giovanni, da ora in poi, se con la tua vita ci indicherai <strong>Gesù: in nessun altro c’è salvezza! Nel suo Nome, non nel tuo</strong>, centinaia e centinaia di persone, cominciando dalla comunità di S. Silvia dove vivrai i primi anni di sacerdozio, sperimenteranno la salvezza, se tu sarai un pastore secondo il Suo cuore, <strong>aiutandoci a riconoscere non la tua voce, ma la voce di Dio.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie tutti coloro che servirai, con umiltà, con fedeltà, con freschezza, se conoscerai una per una le pecore affidate, gioendo con chi gioisce e piangendo con chi piange, senza cadere nel rischio dell’abitudine, del “fare le cose perché si devono fare”, nella tentazione del mercenario che scappa davanti ai tanti lupi di oggi.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie se sarai capace, quando la gente si accosterà a te, in ginocchio, per chiedere il perdono, a metterti tu in ginocchio davanti a loro, a chinarti sulle ferite dell’umanità, per curarle, come il Buon Samaritano, con l’olio della consolazione e il vino della speranza. Renderanno grazie se scegli la parte del servo, non di quello che viene servito. Renderanno grazie se sarai apostolo di Misericordia, in questo mondo di indifferenza. Di Misericordia sia pieno non solo il Giubileo con cui inizierai il tuo ministero, ma ogni giorno della tua vita. Non aver paura di essere misericordioso, anzi, spargi a piene mani misericordia, perdono, perché “bontà e tenerezza è il Signore”.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie se sarai uomo di comunione, pronto a lavorare per “un solo gregge e un solo pastore”, ad unire e mai a dividere, in un mondo sempre più malato d’individualismo; se sarai “prete in uscita”, non aspettando che gli altri vengano a cercarti, ma andando tu a cercare, evitando il rischio – a volte anche dei preti – della comodità, della rigidità, della formalità, per camminare invece nei sentieri del cuore della gente, delle famiglie, dei giovani, sentieri che a volte si fanno complicati, che a volte diventano “valli oscure”, dove è difficile capirci qualcosa, se non affidandoci e affidandoli a Dio.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie se sarai crocifisso con il Crocifisso, “mangiato” come “il Pane della Vita” che tra poco ci donerai grazie alle tue mani consacrate. Se avrai mani pronte solo a donare, mai a prendere. E a volte ti sentirai scartato, messo da parte, incompreso, deluso – perché anche noi preti conserviamo tutta la nostra umanità – ma allora ti unirai più profondamente alla Pietra scartata dai costruttori, che diviene la Pietra d’angolo.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Sì, anche quando noi sacerdoti diciamo cose stupende, toccanti… o compiamo cose grandi, avvertiamo tutto il peso della nostra umanità povera e fragile. Dio non ha scelto degli Angeli per farne dei preti, come non ha scelto gli uomini migliori per farne Apostoli. Anche noi ci inginocchiamo davanti ad un confratello per confessarci e per avvertire tutta la gioia del perdono. Per questo siamo più credibili…</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Vorrei ora che questo grazie sia anche e soprattutto per il Seminario Romano, dove generazioni di sacerdoti della nostra diocesi hanno imparato a declinare il proprio ministero alla “voce” Fiducia. Tu, Giovanni, sai cosa si nasconde dietro quella parola e quello sguardo. Sai cosa significa andare alla ricerca della fiducia, e non solo perché hai scoperto un giorno un’antica immagine della Madonna amata da noi alunni ed ex alunni.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Ti auguriamo di scoprire la Fiducia e di infonderla in ogni bambino che nel battesimo renderai “realmente figlio di Dio”; in ogni casa in cui entrerai, per visitare una famiglia o confortare un malato, in ogni giovane che ti verrà affidato e in ogni povero che ascolterai; di essere profondamente “uomo in mezzo agli uomini” portando loro Dio. Così “vivrai per Lui e lo servirà la tua discendenza”, i figli che nello spirito sarai chiamato a generare.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Madre Teresa, rivolgendosi ai seminaristi un giorno disse: “Fate come Maria, quando diventerete sacerdoti. Con Lei, andate in fretta a donare Gesù agli altri, ricordando che non potrete donare ciò che non avrete. Per poter donare, avete bisogno di vivere quell’unicità con Cristo, e Lui è lì nel Tabernacolo. Sia per voi il primo pensiero al mattino, che Gesù è il centro della vostra vita. Durante il giorno, imparate a pregare le opere; operate con Gesù, operate per Gesù. Amate Gesù come Lei lo ha amato, e servitelo nelle sembianze sofferenti dei poveri”.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"> </p> <p style="margin: 10px 0px 5px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Un ultimo pensiero – che credo sia già nelle tue intenzioni – : in questa Messa chiedi il dono di nuove vocazioni, in particolare per Roma. Forse ci sarà un giovane o un bambino, qui presente, che ora, vedendoti e ascoltandoti, ascolterà in realtà la voce di Dio, e scoprirà che è vero, è uno “spreco” darsi a Dio e all’umanità, ma non c’è “gratuità” più bella e sovrabbondante che si possa offrire nella vita: aiutare gli uomini a intravedere Dio già ora, fino al giorno in cui finalmente saremo simili a Lui e lo vedremo così come Egli è!</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">26/04/2015</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">È tradizione, nella prima Messa di un nuovo sacerdote, che sia un altro a tenere l’omelia. A me, che sono forse uno degli ultimi sacerdoti ad averti conosciuto, carissimo Giovanni, hai affidato il compito di dire qualcosa in questa occasione così solenne e allo stesso tempo così familiare. E di questo con tanto affetto ti ringrazio.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre: Con questa splendide parole del salmo 117, voglio lodare con voi il Signore, carissimi amici, in questo giorno in cui tutti siamo vicini a don Giovanni nel giorno della sua Ordinazione. Ora lui è in mezzo a noi a presiedere la sua prima Eucaristia ed “Eucaristia” significa “rendimento di grazie”. Lasciatemi allora provare a dare voce alle vostre voci, con semplicità di cuore.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"> </p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendete grazie al Signore voi genitori e con voi tutta la vostra famiglia – perché vostro figlio, nipote, fratello ora è “un altro Cristo”, impregnato di Lui, ma sempre vostro figlio e sarà sacerdote con i tratti umani che voi gli avete trasmesso. Ora è fratello universale di tutti e, “figlio”, sarà chiamato “padre” anche da chi gli può essere bisnonno.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendi grazie, comunità parrocchiale della Madonna del Rosario, in Sicilia, perché il Signore ha volto il suo sguardo su un tuo bambino, chierichetto, animatore, catechista. Ora lui è qui: è uscito dalla tua terra per far entrare gli uomini nella terra di Dio.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Rendete grazie, amici di Giovanni di antica o di recente data: perché un vostro amico è <strong>prete: non ha sprecato la sua vita – come crede il mondo -, non ha buttato via la sua giovinezza, ma l’ha data al Signore per il bene dell’umanità</strong>. Avete un amico <strong>scelto da Dio non perché è il più intelligente, il migliore, il più simpatico, non perché è un sociologo, un filosofo… No, tutto questo passa. Ma perché Dio lo ha voluto ministro, servo, uomo dell’ultimo posto… perché il nostro Dio è “fantasioso”, capace di far risplendere nelle mani degli uomini le sue cose più belle. E cosa c’è di più bello di trasmettere la fede, la vita, la gioia? Cosa di più bello per una vita che donarla, per amore?</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">E voi, parrocchia della B. Teresa di Calcutta, contemplate ciò che il Signore ha operato con voi e ringraziatelo con tutta la voce, insieme al vostro carissimo don Fabio. Da quel poco che sappiamo e che vediamo – noi che veniamo da fuori – <strong>siete una comunità viva, dove la chiesa ancor prima di essere di mattoni o di cemento, è fatta di persone generose, pronte a donare il Vangelo</strong>. Giovanni qui ha respirato tutto questo ed ora lo trasmette a tutti noi.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Sono molti a dire “grazie” oggi, ma molti di più ringrazieranno Dio tramite te, Giovanni, da ora in poi, se con la tua vita ci indicherai <strong>Gesù: in nessun altro c’è salvezza! Nel suo Nome, non nel tuo</strong>, centinaia e centinaia di persone, cominciando dalla comunità di S. Silvia dove vivrai i primi anni di sacerdozio, sperimenteranno la salvezza, se tu sarai un pastore secondo il Suo cuore, <strong>aiutandoci a riconoscere non la tua voce, ma la voce di Dio.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie tutti coloro che servirai, con umiltà, con fedeltà, con freschezza, se conoscerai una per una le pecore affidate, gioendo con chi gioisce e piangendo con chi piange, senza cadere nel rischio dell’abitudine, del “fare le cose perché si devono fare”, nella tentazione del mercenario che scappa davanti ai tanti lupi di oggi.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie se sarai capace, quando la gente si accosterà a te, in ginocchio, per chiedere il perdono, a metterti tu in ginocchio davanti a loro, a chinarti sulle ferite dell’umanità, per curarle, come il Buon Samaritano, con l’olio della consolazione e il vino della speranza. Renderanno grazie se scegli la parte del servo, non di quello che viene servito. Renderanno grazie se sarai apostolo di Misericordia, in questo mondo di indifferenza. Di Misericordia sia pieno non solo il Giubileo con cui inizierai il tuo ministero, ma ogni giorno della tua vita. Non aver paura di essere misericordioso, anzi, spargi a piene mani misericordia, perdono, perché “bontà e tenerezza è il Signore”.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie se sarai uomo di comunione, pronto a lavorare per “un solo gregge e un solo pastore”, ad unire e mai a dividere, in un mondo sempre più malato d’individualismo; se sarai “prete in uscita”, non aspettando che gli altri vengano a cercarti, ma andando tu a cercare, evitando il rischio – a volte anche dei preti – della comodità, della rigidità, della formalità, per camminare invece nei sentieri del cuore della gente, delle famiglie, dei giovani, sentieri che a volte si fanno complicati, che a volte diventano “valli oscure”, dove è difficile capirci qualcosa, se non affidandoci e affidandoli a Dio.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Renderanno grazie se sarai crocifisso con il Crocifisso, “mangiato” come “il Pane della Vita” che tra poco ci donerai grazie alle tue mani consacrate. Se avrai mani pronte solo a donare, mai a prendere. E a volte ti sentirai scartato, messo da parte, incompreso, deluso – perché anche noi preti conserviamo tutta la nostra umanità – ma allora ti unirai più profondamente alla Pietra scartata dai costruttori, che diviene la Pietra d’angolo.</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"><strong>Sì, anche quando noi sacerdoti diciamo cose stupende, toccanti… o compiamo cose grandi, avvertiamo tutto il peso della nostra umanità povera e fragile. Dio non ha scelto degli Angeli per farne dei preti, come non ha scelto gli uomini migliori per farne Apostoli. Anche noi ci inginocchiamo davanti ad un confratello per confessarci e per avvertire tutta la gioia del perdono. Per questo siamo più credibili…</strong></p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Vorrei ora che questo grazie sia anche e soprattutto per il Seminario Romano, dove generazioni di sacerdoti della nostra diocesi hanno imparato a declinare il proprio ministero alla “voce” Fiducia. Tu, Giovanni, sai cosa si nasconde dietro quella parola e quello sguardo. Sai cosa significa andare alla ricerca della fiducia, e non solo perché hai scoperto un giorno un’antica immagine della Madonna amata da noi alunni ed ex alunni.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Ti auguriamo di scoprire la Fiducia e di infonderla in ogni bambino che nel battesimo renderai “realmente figlio di Dio”; in ogni casa in cui entrerai, per visitare una famiglia o confortare un malato, in ogni giovane che ti verrà affidato e in ogni povero che ascolterai; di essere profondamente “uomo in mezzo agli uomini” portando loro Dio. Così “vivrai per Lui e lo servirà la tua discendenza”, i figli che nello spirito sarai chiamato a generare.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Madre Teresa, rivolgendosi ai seminaristi un giorno disse: “Fate come Maria, quando diventerete sacerdoti. Con Lei, andate in fretta a donare Gesù agli altri, ricordando che non potrete donare ciò che non avrete. Per poter donare, avete bisogno di vivere quell’unicità con Cristo, e Lui è lì nel Tabernacolo. Sia per voi il primo pensiero al mattino, che Gesù è il centro della vostra vita. Durante il giorno, imparate a pregare le opere; operate con Gesù, operate per Gesù. Amate Gesù come Lei lo ha amato, e servitelo nelle sembianze sofferenti dei poveri”.</p> <p style="margin: 10px 0px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;"> </p> <p style="margin: 10px 0px 5px; padding: 0px; font-family: Lora, Lora, Georgia, serif; font-size: 15px; line-height: 27px;">Un ultimo pensiero – che credo sia già nelle tue intenzioni – : in questa Messa chiedi il dono di nuove vocazioni, in particolare per Roma. Forse ci sarà un giovane o un bambino, qui presente, che ora, vedendoti e ascoltandoti, ascolterà in realtà la voce di Dio, e scoprirà che è vero, è uno “spreco” darsi a Dio e all’umanità, ma non c’è “gratuità” più bella e sovrabbondante che si possa offrire nella vita: aiutare gli uomini a intravedere Dio già ora, fino al giorno in cui finalmente saremo simili a Lui e lo vedremo così come Egli è!</p> Don Fabrizio intervistato da RADIORAI 2013-06-19T10:11:45Z 2013-06-19T10:11:45Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=354:don-fabrizio-intervistato-da-radiorai&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2f6a8503-f515-4341-95ef-0b4130a7c83f-radio1.html#p=0" target="_blank">Qui</a> l'intervista di don FABRIZIO domenica 16 giugno 2013, su Radiouno, nel programma "Tra cielo e terra" (10:30-12:15)</p> <p>All'indirizzo seguente, invece, l'intervista da lui rilasciata al programma <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2a56e1d3-4797-462d-8ab5-e36cab90e66c-radio1.html" target="_blank">"Età Beta - Nuovi mestieri Nuovi linguaggi"</a></p> <p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2f6a8503-f515-4341-95ef-0b4130a7c83f-radio1.html#p=0" target="_blank">Qui</a> l'intervista di don FABRIZIO domenica 16 giugno 2013, su Radiouno, nel programma "Tra cielo e terra" (10:30-12:15)</p> <p>All'indirizzo seguente, invece, l'intervista da lui rilasciata al programma <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2a56e1d3-4797-462d-8ab5-e36cab90e66c-radio1.html" target="_blank">"Età Beta - Nuovi mestieri Nuovi linguaggi"</a></p> Affaritaliani.it 29 Aprile 2013 2013-06-19T09:54:52Z 2013-06-19T09:54:52Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=353:intervista-a-don-fabrizio&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <div> <h1>Il prete in rete sceglie la poesia. “Via da Fb,si perde il link con Dio”</h1> </div> <div> <h2><strong>L'INTERVISTA.</strong> Don internet, così è stato soprannominato dai fedeli padre Fabrizio Centofanti di San Carlo da Sezze, sceglie affaritaliani.it per raccontare la sua avvenuta di internauta della letteratura: <strong>“Tutto parte da un blog personale che diventa occasione di crescita e di dialogo tra persone in ricerca. Gesù dice ai discepoli di gettare la rete con fiducia</strong>: così ho fatto io, convinto che tra i ponti da lanciare verso l'altro quello del web non andasse assolutamente sottovalutato”. E sulla povertà... <strong>“Bisogna sporcarsi le mani, compromettersi, accettare che la vita è prima di tutto fare i conti col problema della sopravvivenza"</strong></h2> <h2>Lunedì, 29 aprile 2013 - 09:40:00</h2> <div> <p><em>di Patrizio J. Macci</em><br /> <br /> Un sacerdote laureato in lettere che dirige una parrocchia che è un fortino nella periferia romana, e appena ha uno spiraglio nelle sue giornate infinite di tempo rivolto al prossimo anima un blog dove si parla di libri e di cultura. Nel suo profilo di facebook ha una foto di presentazione "pasoliniana" in bianco e nero, con i capelli ribelli e lo sguardo altrove.<br /> Sembra un ragazzo che ha appena terminato una partita di calcio in un campetto sterrato nella polverosa periferia romana, oppure il protagonista di un gangster movie con Tomas Milian alias "er Monnezza", dove lui è il poliziotto buono in prima linea che consuma le strade con le suole delle scarpe, sempre in prima linea contro il crimine. Si chiama Don Fabrizio Centofanti ed è il parroco di S. Carlo da Sezze. Tra il verde dei quartieri residenziali dell'Axa e Casal Palocco c'è una striscia di terra che trent'anni fa era ai confini della realtà, anzi hic sunt leones. Ora ci sono case, villette e palazzi. Il parroco era Don Mario Torregrossa passato alle cronache per l'attentato incendiario che lo sfigurò nel 1996. Don Fabrizio ha raccolto la sua eredità, ma appena può sfodera il suo iPad e anima il blog "la poesia e lo spirito" dove polemizza con scrittori, editori e addetti ai lavori. I fedeli lo chiamano "don Internet" oppure "Il prete con l'iPad". Abbiamo faticato non poco per farci ricevere, quando è in parrocchia c'è letteralmente la fila per parlare con lui.<br /> <strong>Lei è autore ha scritto diversi volumi di argomento letterario, anima un blog dove discute con "normalisti" e scrittori. Ma che razza di prete è? Come fa a coniugare in ministero sacerdotale con la letteratura e la rete?</strong><br /> "L'incontro con la rete nasce dall'incrocio tra un desiderio intenso di comunicazione - il carisma del prete - e l'amore per la poesia. Tutto parte da un blog personale che diventa occasione di crescita e di dialogo tra persone in ricerca. Gesù dice ai discepoli di gettare la rete con fiducia: così ho fatto io, convinto che tra i ponti da lanciare verso l'altro quello del web non andasse assolutamente sottovalutato. Il vangelo di Giovanni parla del Logos che si dona: il modello cui mi sono ispirato è precisamente il dia-Logos, un passarsi l'un l'altro il filo del senso della vita, che può essere compreso solo nella condivisione. La mia vocazione scaturisce dall'intuizione che tutto ciò che avevo ricevuto avrei voluto trasmetterlo a mia volta: questa è stata, per me, la chiamata, il link al Regno dei cieli".</p> <div><img src="http://www.affaritaliani.it/static/upload/don-/0001/don-fabrizio-centofanti.jpg" border="0" alt="don fabrizio centofanti" title="don fabrizio centofanti" width="500" height="360" /></div> <p><strong>Ci parla del suo blog "La poesia e lo spirito"?</strong><br /> "La poesia e lo spirito, la bellezza si manifesta solo nella profondità e nell'intensità dei rapporti. All'inizio mi dicevano che quel titolo non avrebbe avuto mai successo, e invece è diventato un brand che ricorda ogni volta la verità della scrittura, che deve attingere a una qualità presente solo nel profondo. Da blog personale, Lpels si è trasformato in blog collettivo - trentacinque redattori -, un gruppo eterogeneo per idee e visioni del mondo, a dimostrare che la verità emerge solo da una pluralità di sguardo, cioè da un'attitudine comunitaria. Molti blog sono segnati da una rigida impostazione ideologica: nel nostro si respira un'aria ecumenica che arricchisce ogni intervento e ogni contributo. I collaboratori sono esperti di letteratura referenziati, i numeri cominciano a essere assai interessanti. Gli accessi sono in ascesa continua".<br /> <strong>Qual è il suo rapporto con internet?</strong><br /> "Per quanto riguarda il mio rapporto attuale con la rete, ho messo in atto un drastico sfrondamento di presenze. Prima ero attivo sui più importanti social network; poi mi sono reso conto che questo eccesso toglieva troppo tempo alla preghiera e alle relazioni dal vivo. Se si perde il link con Dio, tutti gli altri risultano fasulli".<br /> <strong>La parrocchia dove opera S. Carlo da Sezze è nel quadrante sud ovest di Roma, tra l'Axa ed Acilia. Come sta vivendo la periferia questo momento di crisi economica? Abbiamo visto parecchie persone che "fanno la fila" per essere ricevuti nella vostra struttura. Cosa chiedono?</strong><br /> "A proposito di vita vissuta, come prete di periferia assisto al dramma di famiglie falcidiate economicamente dalla crisi. Noi cerchiamo di aiutare in tutti i modi possibili: le parole, di fronte a chi rimane senza cena, servono a poco. Bisogna sporcarsi le mani, compromettersi, accettare che la vita è prima di tutto fare i conti col problema della sopravvivenza. Solo dopo aver risolto i bisogni elementari si può lanciare un messaggio verbale, che dia un senso a un livello più alto. Quando Gesù dichiara beati i poveri, lo fa pensando a una comunità che si prende cura di loro. Fare rete, in questo senso, ha un significato impegnativo ed esaltante nello stesso tempo".</p> <p><strong>Lei ha raccolto l'eredità di un sacerdote che è già un mito: Don Mario Torreggrossa vittima di un attentato incendiario nel 1996 che lo sfigurò condannandolo a un'esistenza in tutto e per tutto uguale a una via crucis. Quale eredità le ha lasciato?</strong><br /> "Don Mario ci ha lasciato, in questa linea, un'eredità enorme, che abbiamo il dovere e il privilegio di portare avanti. I suoi campi di battaglia sono stati la promozione dei poveri e la crescita dei giovani. Ha lasciato una scia di santità che ancora e sempre più dá frutti di comunione e solidarietà. Ci ha lasciato, insomma, uno spirito che io provo a trasmettere anche sotto forma di poesia.<br /> <br /> Perché, come ha intuito Dostoevskij, la bellezza può rovesciare il mondo: è il sottotitolo del blog e un programma che attira e trascina chi crede che nel mondo ci sia ancora spazio per il buono. Il bello e il vero".</p> </div> <h2><strong> <div> <h1>Il prete in rete sceglie la poesia. “Via da Fb,si perde il link con Dio”</h1> </div> <div> <h2><strong>L'INTERVISTA.</strong> Don internet, così è stato soprannominato dai fedeli padre Fabrizio Centofanti di San Carlo da Sezze, sceglie affaritaliani.it per raccontare la sua avvenuta di internauta della letteratura: <strong>“Tutto parte da un blog personale che diventa occasione di crescita e di dialogo tra persone in ricerca. Gesù dice ai discepoli di gettare la rete con fiducia</strong>: così ho fatto io, convinto che tra i ponti da lanciare verso l'altro quello del web non andasse assolutamente sottovalutato”. E sulla povertà... <strong>“Bisogna sporcarsi le mani, compromettersi, accettare che la vita è prima di tutto fare i conti col problema della sopravvivenza"</strong></h2> <h2>Lunedì, 29 aprile 2013 - 09:40:00</h2> <div> <p><em>di Patrizio J. Macci</em><br /> <br /> Un sacerdote laureato in lettere che dirige una parrocchia che è un fortino nella periferia romana, e appena ha uno spiraglio nelle sue giornate infinite di tempo rivolto al prossimo anima un blog dove si parla di libri e di cultura. Nel suo profilo di facebook ha una foto di presentazione "pasoliniana" in bianco e nero, con i capelli ribelli e lo sguardo altrove.<br /> Sembra un ragazzo che ha appena terminato una partita di calcio in un campetto sterrato nella polverosa periferia romana, oppure il protagonista di un gangster movie con Tomas Milian alias "er Monnezza", dove lui è il poliziotto buono in prima linea che consuma le strade con le suole delle scarpe, sempre in prima linea contro il crimine. Si chiama Don Fabrizio Centofanti ed è il parroco di S. Carlo da Sezze. Tra il verde dei quartieri residenziali dell'Axa e Casal Palocco c'è una striscia di terra che trent'anni fa era ai confini della realtà, anzi hic sunt leones. Ora ci sono case, villette e palazzi. Il parroco era Don Mario Torregrossa passato alle cronache per l'attentato incendiario che lo sfigurò nel 1996. Don Fabrizio ha raccolto la sua eredità, ma appena può sfodera il suo iPad e anima il blog "la poesia e lo spirito" dove polemizza con scrittori, editori e addetti ai lavori. I fedeli lo chiamano "don Internet" oppure "Il prete con l'iPad". Abbiamo faticato non poco per farci ricevere, quando è in parrocchia c'è letteralmente la fila per parlare con lui.<br /> <strong>Lei è autore ha scritto diversi volumi di argomento letterario, anima un blog dove discute con "normalisti" e scrittori. Ma che razza di prete è? Come fa a coniugare in ministero sacerdotale con la letteratura e la rete?</strong><br /> "L'incontro con la rete nasce dall'incrocio tra un desiderio intenso di comunicazione - il carisma del prete - e l'amore per la poesia. Tutto parte da un blog personale che diventa occasione di crescita e di dialogo tra persone in ricerca. Gesù dice ai discepoli di gettare la rete con fiducia: così ho fatto io, convinto che tra i ponti da lanciare verso l'altro quello del web non andasse assolutamente sottovalutato. Il vangelo di Giovanni parla del Logos che si dona: il modello cui mi sono ispirato è precisamente il dia-Logos, un passarsi l'un l'altro il filo del senso della vita, che può essere compreso solo nella condivisione. La mia vocazione scaturisce dall'intuizione che tutto ciò che avevo ricevuto avrei voluto trasmetterlo a mia volta: questa è stata, per me, la chiamata, il link al Regno dei cieli".</p> <div><img src="http://www.affaritaliani.it/static/upload/don-/0001/don-fabrizio-centofanti.jpg" border="0" alt="don fabrizio centofanti" title="don fabrizio centofanti" width="500" height="360" /></div> <p><strong>Ci parla del suo blog "La poesia e lo spirito"?</strong><br /> "La poesia e lo spirito, la bellezza si manifesta solo nella profondità e nell'intensità dei rapporti. All'inizio mi dicevano che quel titolo non avrebbe avuto mai successo, e invece è diventato un brand che ricorda ogni volta la verità della scrittura, che deve attingere a una qualità presente solo nel profondo. Da blog personale, Lpels si è trasformato in blog collettivo - trentacinque redattori -, un gruppo eterogeneo per idee e visioni del mondo, a dimostrare che la verità emerge solo da una pluralità di sguardo, cioè da un'attitudine comunitaria. Molti blog sono segnati da una rigida impostazione ideologica: nel nostro si respira un'aria ecumenica che arricchisce ogni intervento e ogni contributo. I collaboratori sono esperti di letteratura referenziati, i numeri cominciano a essere assai interessanti. Gli accessi sono in ascesa continua".<br /> <strong>Qual è il suo rapporto con internet?</strong><br /> "Per quanto riguarda il mio rapporto attuale con la rete, ho messo in atto un drastico sfrondamento di presenze. Prima ero attivo sui più importanti social network; poi mi sono reso conto che questo eccesso toglieva troppo tempo alla preghiera e alle relazioni dal vivo. Se si perde il link con Dio, tutti gli altri risultano fasulli".<br /> <strong>La parrocchia dove opera S. Carlo da Sezze è nel quadrante sud ovest di Roma, tra l'Axa ed Acilia. Come sta vivendo la periferia questo momento di crisi economica? Abbiamo visto parecchie persone che "fanno la fila" per essere ricevuti nella vostra struttura. Cosa chiedono?</strong><br /> "A proposito di vita vissuta, come prete di periferia assisto al dramma di famiglie falcidiate economicamente dalla crisi. Noi cerchiamo di aiutare in tutti i modi possibili: le parole, di fronte a chi rimane senza cena, servono a poco. Bisogna sporcarsi le mani, compromettersi, accettare che la vita è prima di tutto fare i conti col problema della sopravvivenza. Solo dopo aver risolto i bisogni elementari si può lanciare un messaggio verbale, che dia un senso a un livello più alto. Quando Gesù dichiara beati i poveri, lo fa pensando a una comunità che si prende cura di loro. Fare rete, in questo senso, ha un significato impegnativo ed esaltante nello stesso tempo".</p> <p><strong>Lei ha raccolto l'eredità di un sacerdote che è già un mito: Don Mario Torreggrossa vittima di un attentato incendiario nel 1996 che lo sfigurò condannandolo a un'esistenza in tutto e per tutto uguale a una via crucis. Quale eredità le ha lasciato?</strong><br /> "Don Mario ci ha lasciato, in questa linea, un'eredità enorme, che abbiamo il dovere e il privilegio di portare avanti. I suoi campi di battaglia sono stati la promozione dei poveri e la crescita dei giovani. Ha lasciato una scia di santità che ancora e sempre più dá frutti di comunione e solidarietà. Ci ha lasciato, insomma, uno spirito che io provo a trasmettere anche sotto forma di poesia.<br /> <br /> Perché, come ha intuito Dostoevskij, la bellezza può rovesciare il mondo: è il sottotitolo del blog e un programma che attira e trascina chi crede che nel mondo ci sia ancora spazio per il buono. Il bello e il vero".</p> </div> <h2><strong> Il Faro on line - 04/05/2013- Acilia riabbraccia Don Mario Torregrossa 2013-06-08T12:41:08Z 2013-06-08T12:41:08Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=350:abilita-riabbraccia-don-mario-torregrossa&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <div> <div style="padding-top: 3px; padding-bottom: 3px;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Acilia riabbraccia Don Mario Torregrossa</span></div> <div style="text-align: -webkit-auto; font-weight: bold; padding-bottom: 10px;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Una folla commossa ha assistito alla tumulazione del prete del perdono nella chiesa di San Carlo da Sezze</span></div> <div style="float: right; width: 630px; text-align: justify;"> <p><a href="http://www.ilfaroonline.it/imgart/don%20mario%20torregrossa.jpg" rel="thumbnail" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);"><span style="color: #333333;"><img src="http://www.ilfaroonline.it/imgart/mini/don%20mario%20torregrossa.jpg" border="0" style="text-align: -webkit-auto; float: left; display: block; width: 180px; margin-right: 10px;" /></span></a></p> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Il Faro on line - Don Mario Torregrossa nacque a Messina il 5 maggio del 1944, ma per uno strano caso del destino, o per precisa volontà divina, si ritrovò ad essere audace condottiero di una delle tante parrocchie della sterminata, ed inquieta, periferia romana: San Carlo da Sezze ad Acilia. Don Mario Torregrossa, donma per gli amici, era un prete di frontiera uno di quelli, che non si risparmiano mai. Da sempre al fianco dei poveri e degli oppressi, fu antesignano di un'intera comunità spirituale e cittadina. La stessa che gli si strinse attorno, quando un infausto giorno, il 24 novembre 1996, rimase vittima di un vile attentato incendiario, proprio in quella "sua" tanto amata casa del Signore in cui si raccoglieva, tutte le mattine, in preghiera. Un attentato cui sopravvisse, qualcuno disse miracolosamente, e che minò, forse, definitivamente il suo, già precario, stato di salute. Da allora si sottopose ad interventi chirurgici per la ricostruzione di intere parti del corpo. Ma non mollò Don Mario, e costretto all'immobilità, dopo un anno di passione, decise di continuare ad esercitare il suo ministero e affrontare il processo che vedeva imputato il suo carnefice. E si dimostrò da subito incline al perdono e alla verità, valori per lui imprescendibili. Resistette, per ben dodici anni, al timone della comunità parrocchiale. Il giorno 30 dicembre 2008 si spense lasciando la chiesa di San Carlo, nata sotto suo impulso nel 1987, e il centro giovanile "Madonna di Loreto" creato per sua volontà nel 1993, e luogo protagonista di tante iniziative encomiabili, nelle mani del suo fidato e giovane vice parroco, Don Fabrizio Centofanti. Da ormai quasi 5 anni, dal giorno della sua tumulazione al cimitero "Verano" di Roma, i fedeli chiedevano il rientro delle spoglie di Don Mario nella sua chiesa. Desiderio avveratosi soltanto ieri.</span></div> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);"><br /></span></div> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Don Mario fa ritorno a casa in una mattina di maggio. Tra due giorni avrebbe compiuto 69 anni. Una folla di fedeli e  amici, circa centotrenta persone, lo attendono trepidanti. Alcuni non ci credono ancora: "Sono anni che aspettavamo il ritorno, finchè non vedrò il feretro con i miei occhi non ci crederò", commenta Marisa volontaria storica della parrocchia, "credici tra poco arriverà e il nostro sogno sarà avverato", le ribatte prontamente Annalisa Ciarcelluti. Lei è un architetto, indefessa catechista del centro giovanile "Madonna di Loreto", ha seguito l'iter per permettere la tumulazione, all'interno della chiesa di San Carlo, di Don Mario. "Un processo impervio - spiega visibilmente commossa - seguito da me fin dall'inizio, ma ci siamo riusciti. Questo riconoscimento lo si riserva solo a personalità illuminate e lui lo era". L'orologio, intanto, segna le ore dieci. Una macchina si avvicina al colonnato dinnanzi la parrocchia, "E' Don Mario, è Don Mario!", esclamano felici i fedeli. Ora anche Marisa è convinta: Mario Torregrossa è di nuovo a casa. Il feretro fa il suo ingresso nel sagrato alle ore dieci e venti. Tutti, visibilmente commossi, riabbracciano, idealmente, il loro amico sacerdote. Il sacerdote del perdono e della speranza, come lo definisce all'inizio della celebrazione della messa Don Fabrizio Centofanti. "Hai portato a compimento la tua esistenza tra minacce e mille insidie - afferma rivolgendosi verso la bara posta davanti l'altare - eri un uomo che sapeva amare. Hai sempre aiutato tutti compreso me. Ciao Mario!". Tra la folla si poteva scorgere un emozionato Cristiano Rasi, candidato per il centrodestra alla presidenza del municipio decimo. Con lui, Emiliano Boschetto,consigliere uscente del Pd in Municipio, e presidente del C.i.a.o onlus associazione che opera all'interno del Centro Giovanile parrocchiale, con la  Scuola d'Italiano per stranieri. "Sono cresciuto con donma - dice Boschetto - Un uomo controtendenza sempre al fianco di tutti i diseredati. Un uomo che ha scoperto la sua vocazione durante gli studi di legge, già da adulto, mosso da vivi sentimenti di solidarietà e compassione verso il prossimo". La messa, nel frattempo, è finita. Don Mario ora resterà legato indissolubilmente alla sua amata chiesa. Siamo sicuri che in molti, d'ora in poi, si recheranno lì a destra del portone d'entrata, sotto il grande crocefisso, per parlare con il loro confidente Don Mario.</span></div> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);"><br /></span></div> <strong> <div style="text-align: -webkit-auto;"><strong style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Vincenzo Galvani</strong></div> </strong></div> </div> <div> <div style="margin-left: auto; margin-right: auto;"> <div style="height: 22px; margin: 0px; padding: 0px;"> <ul style="list-style: none; margin: 0px; padding: 0px;"> <br /> </ul> </div> </div> </div> <div> <div style="padding-top: 3px; padding-bottom: 3px;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Acilia riabbraccia Don Mario Torregrossa</span></div> <div style="text-align: -webkit-auto; font-weight: bold; padding-bottom: 10px;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Una folla commossa ha assistito alla tumulazione del prete del perdono nella chiesa di San Carlo da Sezze</span></div> <div style="float: right; width: 630px; text-align: justify;"> <p><a href="http://www.ilfaroonline.it/imgart/don%20mario%20torregrossa.jpg" rel="thumbnail" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);"><span style="color: #333333;"><img src="http://www.ilfaroonline.it/imgart/mini/don%20mario%20torregrossa.jpg" border="0" style="text-align: -webkit-auto; float: left; display: block; width: 180px; margin-right: 10px;" /></span></a></p> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Il Faro on line - Don Mario Torregrossa nacque a Messina il 5 maggio del 1944, ma per uno strano caso del destino, o per precisa volontà divina, si ritrovò ad essere audace condottiero di una delle tante parrocchie della sterminata, ed inquieta, periferia romana: San Carlo da Sezze ad Acilia. Don Mario Torregrossa, donma per gli amici, era un prete di frontiera uno di quelli, che non si risparmiano mai. Da sempre al fianco dei poveri e degli oppressi, fu antesignano di un'intera comunità spirituale e cittadina. La stessa che gli si strinse attorno, quando un infausto giorno, il 24 novembre 1996, rimase vittima di un vile attentato incendiario, proprio in quella "sua" tanto amata casa del Signore in cui si raccoglieva, tutte le mattine, in preghiera. Un attentato cui sopravvisse, qualcuno disse miracolosamente, e che minò, forse, definitivamente il suo, già precario, stato di salute. Da allora si sottopose ad interventi chirurgici per la ricostruzione di intere parti del corpo. Ma non mollò Don Mario, e costretto all'immobilità, dopo un anno di passione, decise di continuare ad esercitare il suo ministero e affrontare il processo che vedeva imputato il suo carnefice. E si dimostrò da subito incline al perdono e alla verità, valori per lui imprescendibili. Resistette, per ben dodici anni, al timone della comunità parrocchiale. Il giorno 30 dicembre 2008 si spense lasciando la chiesa di San Carlo, nata sotto suo impulso nel 1987, e il centro giovanile "Madonna di Loreto" creato per sua volontà nel 1993, e luogo protagonista di tante iniziative encomiabili, nelle mani del suo fidato e giovane vice parroco, Don Fabrizio Centofanti. Da ormai quasi 5 anni, dal giorno della sua tumulazione al cimitero "Verano" di Roma, i fedeli chiedevano il rientro delle spoglie di Don Mario nella sua chiesa. Desiderio avveratosi soltanto ieri.</span></div> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);"><br /></span></div> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Don Mario fa ritorno a casa in una mattina di maggio. Tra due giorni avrebbe compiuto 69 anni. Una folla di fedeli e  amici, circa centotrenta persone, lo attendono trepidanti. Alcuni non ci credono ancora: "Sono anni che aspettavamo il ritorno, finchè non vedrò il feretro con i miei occhi non ci crederò", commenta Marisa volontaria storica della parrocchia, "credici tra poco arriverà e il nostro sogno sarà avverato", le ribatte prontamente Annalisa Ciarcelluti. Lei è un architetto, indefessa catechista del centro giovanile "Madonna di Loreto", ha seguito l'iter per permettere la tumulazione, all'interno della chiesa di San Carlo, di Don Mario. "Un processo impervio - spiega visibilmente commossa - seguito da me fin dall'inizio, ma ci siamo riusciti. Questo riconoscimento lo si riserva solo a personalità illuminate e lui lo era". L'orologio, intanto, segna le ore dieci. Una macchina si avvicina al colonnato dinnanzi la parrocchia, "E' Don Mario, è Don Mario!", esclamano felici i fedeli. Ora anche Marisa è convinta: Mario Torregrossa è di nuovo a casa. Il feretro fa il suo ingresso nel sagrato alle ore dieci e venti. Tutti, visibilmente commossi, riabbracciano, idealmente, il loro amico sacerdote. Il sacerdote del perdono e della speranza, come lo definisce all'inizio della celebrazione della messa Don Fabrizio Centofanti. "Hai portato a compimento la tua esistenza tra minacce e mille insidie - afferma rivolgendosi verso la bara posta davanti l'altare - eri un uomo che sapeva amare. Hai sempre aiutato tutti compreso me. Ciao Mario!". Tra la folla si poteva scorgere un emozionato Cristiano Rasi, candidato per il centrodestra alla presidenza del municipio decimo. Con lui, Emiliano Boschetto,consigliere uscente del Pd in Municipio, e presidente del C.i.a.o onlus associazione che opera all'interno del Centro Giovanile parrocchiale, con la  Scuola d'Italiano per stranieri. "Sono cresciuto con donma - dice Boschetto - Un uomo controtendenza sempre al fianco di tutti i diseredati. Un uomo che ha scoperto la sua vocazione durante gli studi di legge, già da adulto, mosso da vivi sentimenti di solidarietà e compassione verso il prossimo". La messa, nel frattempo, è finita. Don Mario ora resterà legato indissolubilmente alla sua amata chiesa. Siamo sicuri che in molti, d'ora in poi, si recheranno lì a destra del portone d'entrata, sotto il grande crocefisso, per parlare con il loro confidente Don Mario.</span></div> <div style="text-align: -webkit-auto;"><span style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);"><br /></span></div> <strong> <div style="text-align: -webkit-auto;"><strong style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0);">Vincenzo Galvani</strong></div> </strong></div> </div> <div> <div style="margin-left: auto; margin-right: auto;"> <div style="height: 22px; margin: 0px; padding: 0px;"> <ul style="list-style: none; margin: 0px; padding: 0px;"> <br /> </ul> </div> </div> </div> Romasette.it - 26/01/2011 - PAROLE E MUSICA PER L'INTEGRAZIONE 2012-05-28T11:20:37Z 2012-05-28T11:20:37Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=315:romasetteit-26012011-parole-e-musica-per-lintegrazione&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p>Al Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto, fondato da don Mario Torregrossa, una festa per presentare le attività della Scuola di italiano per stranieri Effathà e di Ciao onlus <span> </span></p> <p> </p> <p><span>di Chiara Comerci </span></p> <p><span><a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=6712" target="_blank">QUI</a><br /></span></p> <p>Al Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto, fondato da don Mario Torregrossa, una festa per presentare le attività della Scuola di italiano per stranieri Effathà e di Ciao onlus <span> </span></p> <p> </p> <p><span>di Chiara Comerci </span></p> <p><span><a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=6712" target="_blank">QUI</a><br /></span></p> Romasette.it - 22/04/2011 - pranzo di Pasqua per i poveri 2012-05-28T10:53:20Z 2012-05-28T10:53:20Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=314:romasetteit-22042011-pranzo-di-pasqua-per-i-poveri&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p>Circa 200 gli invitati al "Banchetto del Re" allestito nel salone del Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto-Casa della pace</p> <p><br /><br />Duecento gli invitati speciali al <strong>"Banchetto del Re"</strong> tenutosi ieri, giovedì 21 aprile, presso il salone del <strong>Centro di formazione giovanile "Madonna di Loreto - Casa della Pace", fondato da don Mario Torregrossa ad Acilia</strong>. Un'occasione unica per molti di questi ospiti, persone emarginate o disagiate. Alcuni possiedono un tetto, ma vivono isolati e soffrono la solitudine. <br /><br />A tutti loro e alla dignità cui hanno diritto ha pensato don Mario, compianto parroco di <strong>San Carlo da Sezze</strong>, nel dicembre 1983, instaurando una tradizione di oltre dieci anni, adesso mantenuta viva dagli animatori e dai giovani del Centro di formazione. «Poche persone hanno saputo cercare con tanta intensità Dio nell'altro, come don Mario ha fatto con i poveri e gli emarginati», ricorda <strong>don Fabrizio Centofanti</strong>, prima suo viceparroco e ora suo successore in parrocchia. «Accanto a lui abbiamo respirato la gioia di vivere e scoperto la bellezza del Vangelo vissuto radicalmente».<br /><br />A Pasqua questa gioia i suoi giovani la donano ai meno fortunati, allestendo il salone con palloncini, fiori e centrotavola, con un rapido apparecchiare e sparecchiare in due turni e più squadre, tutti in divisa, come in un vero ristorante di lusso. Al ricco menù (antipasti, due primi, due secondi con contorno, frutta e dolci) hanno contribuito anche la comunità di San Carlo da Sezze e <strong>i volontari del centro di ascolto Caritas parrocchiale</strong>, che li seguono singolarmente durante l'anno. Il momento dell'aperitivo è stato riservato ai ragazzi del cosiddetto “gruppo Giovanni”, i più piccoli del Centro, che hanno preparato le tartine, servendole con bevande analcoliche.<br /><br />Grande spazio anche all'animazione musicale a cura del cantautore Paolo Migani, di casa al Centro: «La voce dei senza dimora è sempre silenziosa, poco interessante, se ne sente l'eco nelle strade, ma quasi nessuno vuole ascoltarla. Qui tutti insieme regaliamo loro un momento privilegiato, ed io quello che amo di più: la musica».<br /><br />Al termine del pranzo, gli ospiti graditi “del Re” si sono accomiatati, portando con sé la colomba pasquale e gli ovetti racchiusi in una simpatica confezione a forma di coniglio, con l'augurio di poter continuare a godere della Provvidenza nella loro vita.</p> <p> </p> <p><span>di Margherita De Donato su Romasette.it <a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=7047" target="_blank">qui </a><br /></span></p> <p>Circa 200 gli invitati al "Banchetto del Re" allestito nel salone del Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto-Casa della pace</p> <p><br /><br />Duecento gli invitati speciali al <strong>"Banchetto del Re"</strong> tenutosi ieri, giovedì 21 aprile, presso il salone del <strong>Centro di formazione giovanile "Madonna di Loreto - Casa della Pace", fondato da don Mario Torregrossa ad Acilia</strong>. Un'occasione unica per molti di questi ospiti, persone emarginate o disagiate. Alcuni possiedono un tetto, ma vivono isolati e soffrono la solitudine. <br /><br />A tutti loro e alla dignità cui hanno diritto ha pensato don Mario, compianto parroco di <strong>San Carlo da Sezze</strong>, nel dicembre 1983, instaurando una tradizione di oltre dieci anni, adesso mantenuta viva dagli animatori e dai giovani del Centro di formazione. «Poche persone hanno saputo cercare con tanta intensità Dio nell'altro, come don Mario ha fatto con i poveri e gli emarginati», ricorda <strong>don Fabrizio Centofanti</strong>, prima suo viceparroco e ora suo successore in parrocchia. «Accanto a lui abbiamo respirato la gioia di vivere e scoperto la bellezza del Vangelo vissuto radicalmente».<br /><br />A Pasqua questa gioia i suoi giovani la donano ai meno fortunati, allestendo il salone con palloncini, fiori e centrotavola, con un rapido apparecchiare e sparecchiare in due turni e più squadre, tutti in divisa, come in un vero ristorante di lusso. Al ricco menù (antipasti, due primi, due secondi con contorno, frutta e dolci) hanno contribuito anche la comunità di San Carlo da Sezze e <strong>i volontari del centro di ascolto Caritas parrocchiale</strong>, che li seguono singolarmente durante l'anno. Il momento dell'aperitivo è stato riservato ai ragazzi del cosiddetto “gruppo Giovanni”, i più piccoli del Centro, che hanno preparato le tartine, servendole con bevande analcoliche.<br /><br />Grande spazio anche all'animazione musicale a cura del cantautore Paolo Migani, di casa al Centro: «La voce dei senza dimora è sempre silenziosa, poco interessante, se ne sente l'eco nelle strade, ma quasi nessuno vuole ascoltarla. Qui tutti insieme regaliamo loro un momento privilegiato, ed io quello che amo di più: la musica».<br /><br />Al termine del pranzo, gli ospiti graditi “del Re” si sono accomiatati, portando con sé la colomba pasquale e gli ovetti racchiusi in una simpatica confezione a forma di coniglio, con l'augurio di poter continuare a godere della Provvidenza nella loro vita.</p> <p> </p> <p><span>di Margherita De Donato su Romasette.it <a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=7047" target="_blank">qui </a><br /></span></p> Il Centro su romasette.it ! 2010-11-20T16:17:45Z 2010-11-20T16:17:45Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=280:il-centro-su-romasetteit-&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p>In diocesi: Don Centofanti, la passione per la carità e i libri</p> <p>Don Fabrizio, parroco di San Carlo da Sezze, ha raccolto l'eredità spirituale di don Mario Torregrossa. Anima il Centro di formazione giovanile "Madonna di Loreto-Casa della Pace"</p> <p>(di Laura Badaracchi)<br /><br />C'erano una volta dieci, cento, mille ragazzi o forse più che frequentavano il Centro di formazione giovanile “Madonna di Loreto-Casa della Pace”, ad Acilia. Tutti intorno a un prete romano che per loro ha dato la vita e che pensando alla loro crescita era riuscito ad aprire, nel '77, un luogo di incontro e confronto per camminare insieme nella fede in uno stile di condivisione. E i semi sparsi da don Mario Torregrossa, spentosi il 30 dicembre 2008 a 64 anni, continuano a germogliare in nuovi ed “ex” adolescenti che lo chiamavano “Domma”, oggi adulti, impegnati a far sì che quel progetto continui a dare frutti. Perché i mattoncini della struttura siano sempre resi vivi e accoglienti da formatori, animatori e volontari, a servizio dei ragazzi del territorio - dagli undici anni in su - che vogliano usufruirne.</p> <p>In diocesi: Don Centofanti, la passione per la carità e i libri</p> <p>Don Fabrizio, parroco di San Carlo da Sezze, ha raccolto l'eredità spirituale di don Mario Torregrossa. Anima il Centro di formazione giovanile "Madonna di Loreto-Casa della Pace"</p> <p>(di Laura Badaracchi)<br /><br />C'erano una volta dieci, cento, mille ragazzi o forse più che frequentavano il Centro di formazione giovanile “Madonna di Loreto-Casa della Pace”, ad Acilia. Tutti intorno a un prete romano che per loro ha dato la vita e che pensando alla loro crescita era riuscito ad aprire, nel '77, un luogo di incontro e confronto per camminare insieme nella fede in uno stile di condivisione. E i semi sparsi da don Mario Torregrossa, spentosi il 30 dicembre 2008 a 64 anni, continuano a germogliare in nuovi ed “ex” adolescenti che lo chiamavano “Domma”, oggi adulti, impegnati a far sì che quel progetto continui a dare frutti. Perché i mattoncini della struttura siano sempre resi vivi e accoglienti da formatori, animatori e volontari, a servizio dei ragazzi del territorio - dagli undici anni in su - che vogliano usufruirne.</p> Romasette.it - 02/01/2009 - Mons.Torregrossa, una persona speciale 2010-05-04T00:00:00Z 2010-05-04T00:00:00Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=253:romasetteit-02012009-monstorregrossa-una-persona-speciale&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <table style="width: 998px; height: 55px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> <td><a href="http://www.romasette.it/modules/news/index.php?storytopic=7">Dalle parrocchie</a>: Party 27, i giovani della XXVII Prefettura fanno Centro</td> </tr> <tr> <td><br /></td> </tr> <tr> <td> <div> <p>Un pomeriggio di festa e di condivisione per i gruppi giovanili di numerose parrocchie della zona Sud della Capitale <span>di Margherita De Donato</span><br /><br /><strong>“Party 27”</strong> è l’occasione per conoscerli da vicino e condividere momenti di riflessione e di divertimento insieme. Nel pomeriggio di sabato 7 maggio, i ragazzi delle parrocchie di <strong>San Leonardo e di San Giorgio</strong> (Acilia), di <strong>San Tommaso</strong> e di <strong>San Corbiniano</strong> (Infernetto), di <strong>Santa Melania</strong> (Axa) e <strong>San Timoteo</strong> (Casalpalocco) allestiranno i propri stand nelle stanze del <strong>Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto Casa della Pace</strong> in via di Macchia Saponara 106.</p> <p> </p> <p>Ospiti dei giovani del Centro, i <strong>gruppi giovanili</strong> avranno modo di presentare se stessi, le proprie attività ed i propri progetti, attraverso materiale divulgativo. Il via alle 17 e poi, alle diciotto, tutti nel salone del Centro per il momento comunitario dal titolo “Presentiamoci”, durante il quale sarà proiettato un insieme di estratti delle singole presentazioni. Seguirà un buffet all’aperto, tempo permettendo, e a conclusione un concerto nel teatro, presentato da <strong>Paolo Migani</strong>, ex ragazzo del Centro, restato come animatore e da anni annoverato nella schiera dei “cantautori di Dio” (ha composto la Messa cantata per le edizioni Paoline). La manifestazione musicale avrà un carattere diversificato, dal rock ai cori. Parteciperà anche la corale giovanile di <strong>Cese di Preturo</strong>, distante dieci chilometri da L’Aquila, con cui i ragazzi del Centro Madonna di Loreto hanno instaurato un contatto dopo il terremoto. Grazie al proprio impegno quaresimale, il Centro Madonna di Loreto e la <strong>parrocchia di San Carlo da Sezze</strong> (Madonnetta) hanno contribuito con oltre cinquemila euro alla pavimentazione di una tenso-struttura, che serva da luogo di culto in sostituzione della parrocchia di Cese attualmente inagibile.<br /><br />Il Centro giovanile (fondato da don Mario Torregrossa alla fine degli anni Settanta) è da sempre promotore di iniziative umanitarie e culturali, dallo storico pranzo pasquale per duecento poveri ai convegni con ospiti illustri, fra i quali il presidente del Censis Giuseppe De Rita. Il prossimo 20 maggio, alle 18.30, presso la Biblioteca “Casa della Pace” situata al secondo piano del Centro si terrà un <strong>recital di poesie di Eugenio Montale e la presentazione del libro “Pret(e) a porter” di don Fabrizio Centofanti</strong> che, dopo esserne stato il braccio destro per vent’anni, ha raccolto l’eredità di don Mario Torregrossa nella conduzione del Centro stesso. Don Fabrizio interverrà anche al Festival Biblico 2010 che si terrà a Vicenza dal 27 al 30 maggio prossimo.</p> <p> </p> <p>Margherita De Donato</p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> </div> </td> </tr> </tbody> </table> <table style="width: 998px; height: 55px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> <td><a href="http://www.romasette.it/modules/news/index.php?storytopic=7">Dalle parrocchie</a>: Party 27, i giovani della XXVII Prefettura fanno Centro</td> </tr> <tr> <td><br /></td> </tr> <tr> <td> <div> <p>Un pomeriggio di festa e di condivisione per i gruppi giovanili di numerose parrocchie della zona Sud della Capitale <span>di Margherita De Donato</span><br /><br /><strong>“Party 27”</strong> è l’occasione per conoscerli da vicino e condividere momenti di riflessione e di divertimento insieme. Nel pomeriggio di sabato 7 maggio, i ragazzi delle parrocchie di <strong>San Leonardo e di San Giorgio</strong> (Acilia), di <strong>San Tommaso</strong> e di <strong>San Corbiniano</strong> (Infernetto), di <strong>Santa Melania</strong> (Axa) e <strong>San Timoteo</strong> (Casalpalocco) allestiranno i propri stand nelle stanze del <strong>Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto Casa della Pace</strong> in via di Macchia Saponara 106.</p> <p> </p> <p>Ospiti dei giovani del Centro, i <strong>gruppi giovanili</strong> avranno modo di presentare se stessi, le proprie attività ed i propri progetti, attraverso materiale divulgativo. Il via alle 17 e poi, alle diciotto, tutti nel salone del Centro per il momento comunitario dal titolo “Presentiamoci”, durante il quale sarà proiettato un insieme di estratti delle singole presentazioni. Seguirà un buffet all’aperto, tempo permettendo, e a conclusione un concerto nel teatro, presentato da <strong>Paolo Migani</strong>, ex ragazzo del Centro, restato come animatore e da anni annoverato nella schiera dei “cantautori di Dio” (ha composto la Messa cantata per le edizioni Paoline). La manifestazione musicale avrà un carattere diversificato, dal rock ai cori. Parteciperà anche la corale giovanile di <strong>Cese di Preturo</strong>, distante dieci chilometri da L’Aquila, con cui i ragazzi del Centro Madonna di Loreto hanno instaurato un contatto dopo il terremoto. Grazie al proprio impegno quaresimale, il Centro Madonna di Loreto e la <strong>parrocchia di San Carlo da Sezze</strong> (Madonnetta) hanno contribuito con oltre cinquemila euro alla pavimentazione di una tenso-struttura, che serva da luogo di culto in sostituzione della parrocchia di Cese attualmente inagibile.<br /><br />Il Centro giovanile (fondato da don Mario Torregrossa alla fine degli anni Settanta) è da sempre promotore di iniziative umanitarie e culturali, dallo storico pranzo pasquale per duecento poveri ai convegni con ospiti illustri, fra i quali il presidente del Censis Giuseppe De Rita. Il prossimo 20 maggio, alle 18.30, presso la Biblioteca “Casa della Pace” situata al secondo piano del Centro si terrà un <strong>recital di poesie di Eugenio Montale e la presentazione del libro “Pret(e) a porter” di don Fabrizio Centofanti</strong> che, dopo esserne stato il braccio destro per vent’anni, ha raccolto l’eredità di don Mario Torregrossa nella conduzione del Centro stesso. Don Fabrizio interverrà anche al Festival Biblico 2010 che si terrà a Vicenza dal 27 al 30 maggio prossimo.</p> <p> </p> <p>Margherita De Donato</p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> </div> </td> </tr> </tbody> </table> repubblica.it - 19/04/2010 ore 14 2010-04-19T15:33:39Z 2010-04-19T15:33:39Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=245:repubblicait-19042010-ore-14&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p><!-- inizio TITOLO --><img src="http://www.centromadonnadiloreto.it/images/stories/rassegnastampa/derita2.jpg" border="0" alt="conferenza De Rita primo piano" width="152" height="185" style="margin: 10px; float: left; border: 1px solid black;" />De Rita: "Basta con il moralismo e attenzione ai fondamentalisti"<!-- fine TITOLO --></p> <p><!-- inizio SOMMARIO -->Il presidente del Censis ha incontrato i ragazzi del Centro Madonna di Loreto di Ostia.<br />"La società di oggi propone solo emozioni che sono rappresentazioni del sentimento. Tutte queste emozioni uccidono il senso vero delle cose: della paura, della verità, dell'amore"</p> <p> </p> <p><em>Ne ha parlato anche <a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=5908" target="_blank">Romasette.it </a>(periodico on line della Diocesi di Roma, diretto da Angelo Zema, che in versione cartacea esce ogni domenica "a panino" con il quotidiano Avvenire).</em></p> <p><em>Anche il TG di Canale 10 ne ha dato la notizia.</em></p> <p><!-- inizio TITOLO --><img src="http://www.centromadonnadiloreto.it/images/stories/rassegnastampa/derita2.jpg" border="0" alt="conferenza De Rita primo piano" width="152" height="185" style="margin: 10px; float: left; border: 1px solid black;" />De Rita: "Basta con il moralismo e attenzione ai fondamentalisti"<!-- fine TITOLO --></p> <p><!-- inizio SOMMARIO -->Il presidente del Censis ha incontrato i ragazzi del Centro Madonna di Loreto di Ostia.<br />"La società di oggi propone solo emozioni che sono rappresentazioni del sentimento. Tutte queste emozioni uccidono il senso vero delle cose: della paura, della verità, dell'amore"</p> <p> </p> <p><em>Ne ha parlato anche <a href="http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=5908" target="_blank">Romasette.it </a>(periodico on line della Diocesi di Roma, diretto da Angelo Zema, che in versione cartacea esce ogni domenica "a panino" con il quotidiano Avvenire).</em></p> <p><em>Anche il TG di Canale 10 ne ha dato la notizia.</em></p> Avvenire - 06/01/2010 - Testimonianza di Don Mario 2010-01-06T00:00:00Z 2010-01-06T00:00:00Z http://www.centromadonnadiloreto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=230:avvenire-06012010-testimonianza-di-don-mario&catid=51:stampa-nazionale&Itemid=73 Administrator admin@zooming.it <p><strong>Dodici anni fa uno squilibrato gli aveva dato fuoco </strong></p> <div style="text-align: left;"><span style="font-size: 12pt;"><strong>Don Torregrossa, una vita per i giovani oltre la sofferenz<img src="http://www.centromadonnadiloreto.it/images/stories/rassegnastampa/carrozzina disabile.jpg" border="0" width="81" height="108" style="border: 1px solid black; margin: 3px; float: left;" />a</strong> </span></div> <p><br />«Come stai?». Don Mario Torregrossa, per 26 anni alla guida della parrocchia di San Carlo da Sezze ad Acilia, periferia di Roma, una vita dedicata interamente ai giovani e ai poveri, lo chiedeva sempre a tutti.<br />Anche dopo quel terribile 24 novembre del 1996, quando un uomo lo cosparse di liquido infiammabile e gli diede fuoco causandogli ustioni sul 55 per cento del corpo. «In sala di rianimazione, completamente bendato – ricorda don Fabrizio Centofanti, dal 2005 parroco della stessa comunità – era lui a chiedere 'come stai?'». Il sacerdote fu costretto da allora a vivere su una sedia a rotelle. Per dodici anni. E nonostante le sofferenze continuò ad occuparsi dei suoi poveri. Don Mario era fatto così. Coraggioso e gioioso. Sempre.<br />E per questo, ad un anno dalla morte, il 30 dicembre 2008, la parrocchia di San Carlo da Sezze, a partire dalla festività della Madonna di Loreto e per tutto il periodo natalizio, ha organizzato una serie di incontri di preghiera, ma anche di riflessione e testimonianza, musical e spettacoli per ricordarne la figura, il pensiero e l’impegno di carità.<br />«Don Mario ha donato totalmente la vita per i giovani e i poveri – ricorda don Fabrizio, che di don Torregrossa era il 'braccio destro' –. Diceva che i giovani hanno diritto a un posto tutto loro, mentre spesso vengono considerati con fastidio. Lui sosteneva che per loro era necessario un 'abito su misura'».<br />Un’idea, quella del sacerdote originario di Taormina, che ben presto si concretizzò nel Centro di formazione giovanile 'Madonna di Loreto'.<br />«Quando nel 1974 don Mario arrivò nella parrocchia di San Timoteo a Casal Palocco, dove svolse il suo primo incarico ministeriale come viceparroco – ricorda Manlio De Cristofaro, animatore del Centro –, iniziò a dedicarsi alla formazione giovanile. Ma proprio in quegli anni si rese conto che per sostenere la crescita dei ragazzi non bastava solo impartire loro le nozioni del catechismo, ma occorreva aiutarli nello sviluppo».<br />Quindi l’idea di un Centro in cui potessero svolgere varie attività di formazione. Ma per metterlo in piedi bisognava reperire i fondi. E don Mario ci riuscì, grazie alla rete di benefattori che nel frattempo creò dal Nord fino alla sua Sicilia. E persino in America. Il Centro venne così inaugurato nel 1993. «Don Mario ha dedicato tutta la vita per questo progetto educativo – aggiunge don Fabrizio – . Cercava qualcosa di diverso dall’oratorio. Seguiva i giovani nei dettagli della vita, colloquiava con loro, interveniva sostenendoli economicamente per progetti di studio o di lavoro». E di certo non si fermava di fronte alle situazioni più difficili. «C’erano giovani con problemi di droga, erano quasi inseguiti dagli spacciatori. Lui allora – continua don Fabrizio – andava a prenderli e a portarli via. Don Mario aveva un carattere coraggioso. Ha aiutato pure persone perseguitate dagli strozzini. Amava le persone che aiutava. Nonostante i pericoli. E per questo ha rischiato più volte la vita». Centinaia i ragazzi che sono passati dal Centro giovanile 'Madonna di Loreto'. Sei i giovani che poi sono diventati sacerdoti.<br />Uno di questi è proprio don Fabrizio. «Da ragazzo avevo anche io mille problemi. Don Mario mi portava a fare una passeggiata, e mi bastava per rasserenarmi. Aveva un modo di essere che ti faceva sentire conciliato con la vita. Sì, – conclude don Fabrizio – credo che a tutta la sua comunità don Mario abbia lasciato proprio questo senso di riconciliazione con se stessi e con gli altri». <br /><br />(di Graziella Melina)</p> <p> </p> <p>PER VOTARE L'ARTICOLO <a href="http://www.vocazioni.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1347:testimoninaza-di-don-mario-torregrossa&amp;catid=2:newsvoc&amp;Itemid=124" target="_blank">qui</a></p> <p><strong>Dodici anni fa uno squilibrato gli aveva dato fuoco </strong></p> <div style="text-align: left;"><span style="font-size: 12pt;"><strong>Don Torregrossa, una vita per i giovani oltre la sofferenz<img src="http://www.centromadonnadiloreto.it/images/stories/rassegnastampa/carrozzina disabile.jpg" border="0" width="81" height="108" style="border: 1px solid black; margin: 3px; float: left;" />a</strong> </span></div> <p><br />«Come stai?». Don Mario Torregrossa, per 26 anni alla guida della parrocchia di San Carlo da Sezze ad Acilia, periferia di Roma, una vita dedicata interamente ai giovani e ai poveri, lo chiedeva sempre a tutti.<br />Anche dopo quel terribile 24 novembre del 1996, quando un uomo lo cosparse di liquido infiammabile e gli diede fuoco causandogli ustioni sul 55 per cento del corpo. «In sala di rianimazione, completamente bendato – ricorda don Fabrizio Centofanti, dal 2005 parroco della stessa comunità – era lui a chiedere 'come stai?'». Il sacerdote fu costretto da allora a vivere su una sedia a rotelle. Per dodici anni. E nonostante le sofferenze continuò ad occuparsi dei suoi poveri. Don Mario era fatto così. Coraggioso e gioioso. Sempre.<br />E per questo, ad un anno dalla morte, il 30 dicembre 2008, la parrocchia di San Carlo da Sezze, a partire dalla festività della Madonna di Loreto e per tutto il periodo natalizio, ha organizzato una serie di incontri di preghiera, ma anche di riflessione e testimonianza, musical e spettacoli per ricordarne la figura, il pensiero e l’impegno di carità.<br />«Don Mario ha donato totalmente la vita per i giovani e i poveri – ricorda don Fabrizio, che di don Torregrossa era il 'braccio destro' –. Diceva che i giovani hanno diritto a un posto tutto loro, mentre spesso vengono considerati con fastidio. Lui sosteneva che per loro era necessario un 'abito su misura'».<br />Un’idea, quella del sacerdote originario di Taormina, che ben presto si concretizzò nel Centro di formazione giovanile 'Madonna di Loreto'.<br />«Quando nel 1974 don Mario arrivò nella parrocchia di San Timoteo a Casal Palocco, dove svolse il suo primo incarico ministeriale come viceparroco – ricorda Manlio De Cristofaro, animatore del Centro –, iniziò a dedicarsi alla formazione giovanile. Ma proprio in quegli anni si rese conto che per sostenere la crescita dei ragazzi non bastava solo impartire loro le nozioni del catechismo, ma occorreva aiutarli nello sviluppo».<br />Quindi l’idea di un Centro in cui potessero svolgere varie attività di formazione. Ma per metterlo in piedi bisognava reperire i fondi. E don Mario ci riuscì, grazie alla rete di benefattori che nel frattempo creò dal Nord fino alla sua Sicilia. E persino in America. Il Centro venne così inaugurato nel 1993. «Don Mario ha dedicato tutta la vita per questo progetto educativo – aggiunge don Fabrizio – . Cercava qualcosa di diverso dall’oratorio. Seguiva i giovani nei dettagli della vita, colloquiava con loro, interveniva sostenendoli economicamente per progetti di studio o di lavoro». E di certo non si fermava di fronte alle situazioni più difficili. «C’erano giovani con problemi di droga, erano quasi inseguiti dagli spacciatori. Lui allora – continua don Fabrizio – andava a prenderli e a portarli via. Don Mario aveva un carattere coraggioso. Ha aiutato pure persone perseguitate dagli strozzini. Amava le persone che aiutava. Nonostante i pericoli. E per questo ha rischiato più volte la vita». Centinaia i ragazzi che sono passati dal Centro giovanile 'Madonna di Loreto'. Sei i giovani che poi sono diventati sacerdoti.<br />Uno di questi è proprio don Fabrizio. «Da ragazzo avevo anche io mille problemi. Don Mario mi portava a fare una passeggiata, e mi bastava per rasserenarmi. Aveva un modo di essere che ti faceva sentire conciliato con la vita. Sì, – conclude don Fabrizio – credo che a tutta la sua comunità don Mario abbia lasciato proprio questo senso di riconciliazione con se stessi e con gli altri». <br /><br />(di Graziella Melina)</p> <p> </p> <p>PER VOTARE L'ARTICOLO <a href="http://www.vocazioni.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1347:testimoninaza-di-don-mario-torregrossa&amp;catid=2:newsvoc&amp;Itemid=124" target="_blank">qui</a></p>